L’AQUILA – Si porta dietro la fama di Killer grazie alla hit cantata in coppia con Tiziano Ferro, ma la rapper Baby K è una che spacca davvero e ieri sera se ne sono accorti tutti nell’insolita ma affascinante cornice del solarium della piscina comunale dell’Aquila.

Prima volta in Abruzzo e all’Aquila per l’artista, al secolo Claudia Nahum, nata a Londra e cresciuta a Singapore, anche se la residenza e il cuore sono a Roma e si sente. È un esordio col botto per i 9 giorni del solarium che mettono assieme alcune colonne della movida aquilana.

“Ho visitato la zona rossa, speravo che la città fosse più ricostruita ma ho visto anche che molti lavori sono in corso perciò si può sperare”, dice ai microfoni di AbruzzoWeb in una chiacchierata subito dopo la fine dello show in cui annuncia anche la novità per il 2014: “Un nuovo disco sicuramente”.

Prima nel capoluogo abruzzese per lei che in un suo pezzo, Una seria, ha citato il G8, l’ultimo si è svolto da queste parti, e i neutrini di Maria Stella Gelmini, che nella gaffe ormai leggendaria secondo l’allora ministro passavano in un tunnel sotterraneo tra il Gran Sasso e la Svizzera.

E proprio Una seria è il titolo dell’album che Baby K promuove nel suo tour, anche se, spiega, “seria lo sono di sicuro nel lavoro, mentre nella vita siamo ancora giovani ed è bene anche continuare a divertirci”.

L’album d’esordio con una grande major come la Sony è quello del salto di qualità per la 30 enne romana rispetto ai tempi dell’underground e dell’autoproduzione, “ho fatto la mia gavetta ma ora non ho paura di diventare commerciale”.

È quello delle grandi collaborazioni, da Marracash a Fabri Fibra oltre allo stesso Tiziano Ferro, senza dimenticare la riedizione della canzone degli 883 Lasciati toccare con Max Pezzali. Visto che in un altro pezzo, Come il domino, parla di “fine del millennio”, il prossimo sarà Vasco Rossi? “Magari, ma deve volerlo lui”, ride.

C’è anche una riflessione sul futuro, “per ora sono concentrata sulla carriera ma mi auguro di completarmi e un giorno sposarmi e fare figli” mentre essere una bella ragazza, conclude con amarezza, “non aiuta manco per niente, all’estero è un valore aggiunto, in Italia è penalizzante”.