L’AQUILA – “Sono il candidato della città di Avezzano, di tutta la città”.
Lo ribadisce più volte Giovanni Di Pangrazio, candidato sindaco della coalizione “Per Avezzano”.
Centrosinistra, centro, liste civiche: nella sua ricca coalizione c’è dentro di tutto.
“Sono riuscito a rompere gli schemi – spiega ai microfoni di AbruzzoWeb – perché la mia discesa in campo è stata come tecnico e accanto a me ho voluto una squadra fuori dai partiti”.
Secondo Di Pangrazio, al ballottaggio il suo sfidante di centrodestra Italo Cipollone resterà solo.
“Nessuno degli altri candidati sindaco – sostiene – può pensare di andare a schierarsi con un Popolo della libertà liquefatto e che ha danneggiato fortemente Avezzano”.
“Un’eredità, questa – aggiunge – che deve rimanere solo al Pdl, mentre tutto il resto del centrodestra moderato, che vuole far progredire Avezzano, sta con noi”.
Accuse a com’è stato gestito il rapporto con la vicina Celano. “Attraverso il coordinatore regionale del Pdl – sbotta Di Pangrazio – Celano ha agito spogliando Avezzano di strutture che tradizionalmente aveva e nessuno ha sbattuto il tavolo”.
Bordate dirette anche a Cipollone e a Filippo Piccone: “Non parla il candidato – sottolinea il ballottante – ma parla sempre il suo diretto superiore. Avezzano vuole essere gestita dagli avezzanesi, e Piccone dovrebbe saperlo. Pensi a fare il senatore e il sindaco di Celano, ne ha bisogno”. Alberto Orsini



