L’AQUILA – “Sui ritardi del Polo tecnologico di Barisciano le istituzioni dimostrano che sono incapaci o in malafede: in tutti e due i casi si tratta di un comportamento molto grave”.
Attaccano a testa bassa gli ingegneri Riccardo Zingarelli e Cristiana Alfonsetti, incaricati della redazione del progetto per la realizzazione del sito che dovrà accogliere buona parte delle macerie dell’Aquila e del cratere.
Un’opera che è stata portata all’esame della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) ma che non è stata discussa e rinviata, forse, alla prossima seduta dell’organismo.
“È inaccettabile che un’infrastruttura strategica per la ricostruzione del nostro territorio sia trattata alla stregua di un impianto fotovoltaico di un piccolo Comune”, spiega Zingarelli.
Le responsabilità, per l’ingegnere Alfonsetti, sono attribuibili “al direttore degli Affari della presidenza, Antonio Sorgi, che non ha voluto sentire le ragioni del sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo, e del soggetto attuatore per lo sgombero delle macerie, Giuseppe Romano, costretti a fare inutilmente tre ore di anticamera”.
“Siamo a una settimana dalle elezioni – ha fatto eco Zingarelli – mi piacerebbe tanto che venisse spiegato agli aquilani cosa accade e che autorevoli rappresentanti istituzionali che si candidano a governare la città, come il sindaco uscente, Massimo Cialente, il vice presidente dell’Emiciclo Giorgio De Matteis o l’assessore regionale con delega alla Via Gianfranco Giuliante, prendessero una posizione”.
“Senza il parere Via – sottolinea la Alfonsetti – non si può procedere con la gara d’appalto e all’affidamento della gestione, con i tempi che si allungheranno all’infinito per questo impianto che è strategico: mi sento affranta in primo luogo come cittadina aquilana perché vedo che la ricostruzione si allontana sempre di più”.
Attualmente c’è un solo sito dove è possibile conferire le macerie, quello dell’ex Teges localizzato alle porte dell’Aquila, che è insufficiente per ricevere tutti i rifiuti provenienti dai crolli e dalle demolizioni post-sisma.
Il Polo tecnologico di Barisciano, in tal senso, era stato individuato come la soluzione per le necessità di un ampio territorio del cratere: circostanza sancita da un decreto del commissario delegato, Gianni Chiodi, del marzo 2011, che prevedeva anche un primo stanziamento di 5 milioni di euro.
Per accelerare i tempi di attivazione dell’impianto, Romano aveva fatto inserire nell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri numero 4014 il dimezzamento dei tempi per l’ottenimento delle autorizzazioni.
Ma tutto ciò, evidentemente, non è bastato a convincere i funzionari della Regione che la liberazione dei centri storici dalle macerie e l’avvio della ricostruzione pesante non possono attendere oltre.



