L’AQUILA – “All’interno della legge sul terremoto i beni culturali non sono citati: questo è un grande problema”.

Lo sottolinea l’assessore al Comune dell’Aquila Vladimiro Placidi, titolare della delega sulla ricostruzione del patrimonio artistico e architettonico della città.

“In occasione del sisma dell’Umbria – ricorda Placidi – la legge attribuiva ai commissari e alle soprintendenze le rispettive competenze, il tutto sotto la supervisione del ministero dei Beni culturali: un percorso che, con le necessarie deroghe, garantiva snellezza ai processi”.

“Oggi quello che manca è il programma generale – dice ancora Placidi – visto che ci sono circa 1.150 beni culturali sul cratere che necessitano di intervento e di risorse economiche che, da qualche parte, vanno prelevate”. (pi.bi.)