PESCASSEROLI – “Se tutto il Parco diventa riserva integrale, totale, assoluta, lo accettiamo. Rinunceremo alle nostre passioni della vita oppure emigreremo. Però a quel punto la legge deve valere per tutti. Non è possibile che si vietino solo le attività escursionistiche (escursionismo di vetta, sci ed escursionismo, alpinismo, scialpinismo,  escursionismo a cavallo o con il cane di compagnia) e tutto il resto è un luna parco. Questo non lo accettiamo”.

Così l’Associazione tutela escursionisti e scialpinisti rivolta all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

“Spariscano allora ache i ristorantini alberghetti nelle zone selvagge, si chiuda la catena di stazzi alberghi diffusi, finiscano le escursioni in gruppo notturne e diurne, le bici elettriche vadano in magazzino, i raduni dei grandi gruppi Cai si facciano in piazza al centro di Pescara, vengano controllate strettamente le moto, i pastori cambino lavoro, non ci siano più le passeggiate a cavallo e i centri ippici nel Parco chiudano, tutti i sentieri siano vietati e non ci siano più escursionisti nel Parco, i taglialegna chiedano il reddito di cittadinanza, gli impianti da sci vengano sigillati, gli accompagnatori di media montagna e i maestri di sci vadano a fare gli operai in fabbrica a Brescia,  le processioni con migliaia di partecipanti e le jeep non si tengano più  nelle foreste e montagne ma in paese, le corse campestri e i circuiti di mountain bike con centinaia di concorrenti e famiglie non siano più nelle zone preziose del Parco ma nel Fucino, nemmeno le Guardie circolno più nel Parco, solo sulle strade asfaltate, gli scienziati rinunciano a catturare gli orsi. E’ paradossale, è vero, ma almeno ci sarebbe coerenza”.