L’AQUILA – Formalmente la regola del 60-40 della rappresentanza di genere per le prossime elezioni politiche del 25 settembre è stata rispettata nella compilazione delle liste, e in Abruzzo sul totale di 102 candidati, 83 sono infatti uomini e 59 le donne.
E non poteva che essere altrimenti, visto che lo stabilisce la legge: il problema è però che in Abruzzo come altrove la stragrande maggioranza di candidati che possono ambire ad una elezione sono uomini. E non perché prenderanno più voti: la legge elettorale Rosatellum non prevede le preferenze, ovvero nega il diritto a cittadini di scegliersi un determinato candidato, ma dà solo la facoltà di scegliere un partito e una coalizione, e poi in Parlamento andranno, in base al risultati, chi dagli stessi partiti è stato piazzato come capolista o al limite in seconda o terza posizione nella lista dei candidati dei collegi proporzionali, oppure candidato unico nei collegi uninominali, quello delle sfide dirette.
Ebbene, questi posti considerati blindati in Abruzzo, almeno alla luce degli attuali sondaggi e proiezioni, per le candidate donne in Abruzzo, sono solo 3 su i 13 disponibili, a seguito del dimezzamento con la recente riforma costituzionale.
Una risicata minoranza, come del resto avvenuto nelle elezioni del 2018, dove su 21 parlamentari, gli abruzzesi sono stati rappresentati da solo quattro donne alla Camera, e una al Senato: la deputata del Pd Stefania Pezzopane, e le pentastellate Daniela Torto, Valentina Corneli, Carmela Grippa, e Gabriella Di Girolamo, quest’ultima unica senatrice.
Solo in un collegio, l’Uninominale alla Camera di L’Aquila-Teramo, vada come vada, e salvo clamorose sorprese sarà eletta una donna: Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, partito dato al 24,2% che corre per il centrodestra in forte vantaggio, ad oltre il 46%, oppure Rita Innocenzi, sindacalista aquilana della Cgil di lunga esperienza, che corre come indipendente per la coalizione del Pd- Italia democratica progressista, data al 28,6% con il Pd secondo partito italiano ad oltre il 22%. Innocenzi punta a fare l’impresa di battere nella sua terra l’aspirante premier, dal centrosinistra considerata una “paracadutata”.
Altro seggio al femminile dato per sicuro è poi quello della chietina Daniela Torto, deputata uscente e capolista al proporzionale alla Camera per il Movimento 5 stelle, dato al 12,2%.
Data per certa, poi, per Fratelli d’Italia Rachele Silvestri, seconda al collegio proporzionale alla Camera, e si tratta però di una “paracadutata”, deputata uscente delle Marche.
Il contingente femminile potrebbe essere più nutrito, ma senza certezze e con molte più incognite.
Può ambire ad essere eletta l’altra pentastellata Gabriella di Girolamo, sulmonese e senatrice uscente, che corre come capolista al proporzionale del Senato.
Ed infine, nel proporzionale alla Camera, per il Partito democratico c’è Stefania Di Padova assessora al Bilancio al Comune di Teramo, sempre se il Pd salirà nei sondaggi e strapperà un terzo seggio, rispetto ai due dati per certi.
Ad oggi comunque i seggi dati per sicuri per le donne sono, lo ripetiamo, appena 3 su 13, di cui uno soltanto ad appannaggio di una abruzzese. Tutti gli altri, ben 10, sono al maschile e non possono essere scalfiti con un voto di genere da parte delle elettrici, essendo negate le preferenze.
Una rapida carrellata: nella Lega data al 12,9% possono considerarsi sicuri di staccare un biglietto per Roma il capolista al proporzionale alla Camera, il deputato uscente e segretario regionale Luigi D’Eramo, come pure il senatore ed economista Alberto Bagnai, blindato all’Uninominale alla Camera del collegio di Chieti. Con una prestazione oltre gli attuali sondaggi potrebbe essere eletta al proporzionale alla Camera anche Laura Ravetto, paracadutata da Cuneo, che però come più volte ribadito dalla Lega, in ogni caso sceglierebbe un altro collegio dove ora corre, e in questo caso entrerebbe il deputato uscente, in terza posizione, il teramano Antonio Zennaro.
Se la gioca al proporzionale al Senato anche il capolista Vincenzo D’Incecco, capogruppo in regione e al comune di Pescara.
In Fratelli d’Italia, che punta ad eleggere ben sei parlamentari, oltre a Meloni, vengono considerati già onorevoli in pectore il capolista al proporzionale al Senato, Etelwardo Sigismondi, coordinatore regionale abruzzese, il candidato al collegio uninominale Pescara-costa teramana, il consigliere regionale e capogruppo in Regione Guerino Testa, il candidato all’uninominale al Senato, Guido Liris, assessore regionale al bilancio ed ex vice sindaco dell’Aquila, e poi il capolista del proporzionale alla Camera, il presidente nazionale dei giovani di Fdi, Fabio Roscani, e la citata Silvestri che lo segue in elenco.
In Forza Italia, dato al 7,9% gli unici che possono ambire ad un seggio, massimo due, sono il coordinatore regionale, Nazario Pagano, senatore uscente e capolista al proporzionale alla Camera, e il capolista al proporzionale al Senato, il presidente del Consiglio regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri.
Nel Partito democratico i seggi considerati sicuri sono quelli del capolista al proporzionale al Senato, Michele Fina, segretario Pd Abruzzo, e del capolista al proporzionale alla Camera, Luciano D’Alfonso, senatore e presidente della Commissione Finanze del Senato, ex presidente della Regione.
Del Movimento 5 stelle abbiamo detto, non resta, sondaggi attuali alla mano, che un seggio per il Terzo polo dato al 6,5%, per il segretario regionale di Azione, Giulio Sottanelli, capolista al proporzionale alla Camera, o per il deputato uscente e capolista al proporzionale al Senato, Camillo D’Alessandro, segretario regionale di Italia viva.






