L’AQUILA, 25 AGO – Uomini e donne della Polizia di Stato al lavoro, in mascherina per la Perdonanza Celestiniana del 2020, la prima dell’epoca del Covid 19.

Nelle foto di Roberto Grillo sono raccontate le attività della Polizia nei giorni delle manifestazioni della Perdonanza.

Il libro fotografico “Perdonanza Celestiniana e Polizia di Stato” è stato presentato questa mattina a palazzo Fibbioni alla presenza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il prefetto Cinzia Torraco, il questore dell’Aquila, Enrico De Simone, il vescovo ausiliario dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, il vicario del questore, Maria Tomaciello, il cappellano della Polizia di Stato don Carmelo Pagano Le Rose e l’autore degli scatti Roberto Grillo.

“La Questura mi ha chiesto di raccontare quell’edizione della Perdonanza, la prima dopo il Covid e la prima Unesco, insieme alla Polizia sul territorio”, ha detto Grillo. “Ho realizzato un lavoro molto semplice, arricchito da testi notevolissimi, di personaggi importanti. Un lavoro di cui mi sento onorato per l’affetto che provo come cittadino per il lavoro che la Polizia svolge sul territorio quotidianamente”.

“Sono felice che l’attuale Questore abbia accolto il progetto di questo libro, pensato prima che prendesse servizio”, ha detto Biondi. “Il ruolo della Polizia di Stato e delle forze dell’ordine in quella Perdonanza 2020 reinventata, senza stravolgere la tradizione, è stato fondamentale. Se ci siamo riusciti lo dobbiamo al lavoro di tutti. Questo libro è un modo per ringraziare la Polizia di Stato per il per gli sforzi e le perdite subite a causa del Covid”. Il Questore ha espresso grande orgoglio per questo libro che fissa nella memoria il ruolo e l’umanità degli agenti sul territorio. “Stiamo lavorando instancabilmente per l’arrivo del Papa”, ha detto De Simone.

“Siamo riusciti a focalizzare nel libro l’amore per la città da parte degli operatori delle Forze di Polizia il legame religioso con la Perdonanza celestiniana – ha sottolineato De Simone – in un periodo storico in cui, nonostante il rischio di contagio da parte del virus e in assenza di vaccini, non è mai venuto meno il supporto delle donne e degli uomini della Polizia di Stato. Lo spirito di sacrificio e abnegazione che anima l’operato delle forze armate richiama ancora oggi il messaggio celestiniano, quello in particolare dell’essere “serventi”: dedicarsi agli altri e mettere in secondo piano i propri interessi, anche a rischio della propria vita”.