L’AQUILA – “Mentre le scuole private e cattoliche sono state ricostruite e sono
meravigliose, quelle pubbliche no (tranne 2): ancora, dopo 13 anni, noi facciamo scuola nelle lamiere! La nostra è una scuola d’eccellenza, ma la comunità scolastica soffre la
mancanza di strutture idonee per assicurare lo svolgimento di una didattica accogliente,
inclusiva e all’avanguardia: nella maggior parte dei Musp non ci sono palestre,
biblioteche, refettori, laboratori. In questo periodo pandemico abbiamo sofferto la
penuria di spazi idonei per contrastare questa nuova emergenza sanitaria, ma ci siamo
inventate aule verdi, laboratori diffusi, mensa all’aperto”.

E’ un passaggio della lettera inviata sabato scorso dalla Commissione Oltre il Musp a Papa Francesco la lettera in oggetto, in occasione della sua venuta a L’Aquila.

LA LETTERA

Caro Papa Francesco,
desideriamo coinvolgerti in un nostro percorso partecipativo di vita aquilana che ci
vede protagoniste attive dall’immediato post sisma del 2009. Rendendoci subito conto
dei forti ritardi inerenti la ricostruzione scolastica, abbiamo fondato, insegnanti e
genitori, la Commissione Oltre il Musp per sostenere dal basso le istituzioni preposte
a quell’urgente compito.
La SCUOLA nelle tendopoli è stata da subito il fulcro aggregante che ha evitato lo
spopolamento del territorio, perché le famiglie hanno compreso che ce la potevamo
fare … insieme!
Insieme abbiamo tremato,
insieme abbiamo avuto tanta paura,
insieme abbiamo vissuto una tragedia immensa,
insieme abbiamo trovato il coraggio di rialzarci,
insieme abbiamo cercato e, forse, trovato una nuova strada … quella della ricostruzione
dell’anima, prima di tutto!

Per quel senso di responsabilità, inteso come consapevolezza di un impegno assunto;
per quel senso di appartenenza, inteso come partecipazione attiva nei confronti di una
comunità;

per quel senso di solidarietà, inteso come coscienza viva e operante di partecipare
ai vincoli di una comunità, condividendone le necessità, i bisogni, le iniziative
individuali o collettive di sostegno morale o materiale;
per quel senso di amore, inteso come dedizione appassionata volta ad assicurare
reciprocamente felicità e benessere: dopo le tende abbiamo operato in tensostrutture e
poi nei famosi M.U.S.P., i Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio, la cui P è mutata in
questi 13 anni post sisma diventando la P di Permanente.

Eh sì, perché mentre le scuole private e cattoliche sono state ricostruite e sono
meravigliose, quelle pubbliche no (tranne 2): ancora, dopo 13 anni, noi facciamo scuola nelle lamiere! La nostra è una scuola d’eccellenza, ma la comunità scolastica soffre la
mancanza di strutture idonee per assicurare lo svolgimento di una didattica accogliente,
inclusiva e all’avanguardia: nella maggior parte dei Musp non ci sono palestre,
biblioteche, refettori, laboratori. In questo periodo pandemico abbiamo sofferto la
penuria di spazi idonei per contrastare questa nuova emergenza sanitaria, ma ci siamo
inventate aule verdi, laboratori diffusi, mensa all’aperto.

Ci chiediamo:

ma quanto tempo ancora dovremo vivere questo stato emergenziale?
Quando i nostri studenti e le nostre studentesse potranno godere di eguali diritti?

Pensi, caro Papa Francesco, che 3 anni fa, nel decimo anniversario dal terremoto, venne
a L’Aquila il Presidente Mattarella: rimase attonito nel constatare l’anno zero della
ricostruzione scolastica pubblica nel cratere aquilano! Volle incontrare coloro che sui
territori stavano sostenendo, protestando, lavorando per favorire un percorso sociale e
culturale a favore di migliaia di studenti, di studentesse e delle loro famiglie. Ci
assicurò il suo apporto e infatti fummo invitate a tavoli tecnici interistituzionali e
interministeriali che avrebbero dovuto velocizzare la ricostruzione, ma … come lei
potrà constatare di persona, ciò non è avvenuto.

Lei, caro Papa Francesco, si è spesso, anzi sempre espresso a favore dei soggetti più
fragili: possiamo considerare tali quelli che OGGI a L’Aquila, dopo 13 anni, ancora
non hanno una scuola?

Chissà se la sua venuta nella nostra meravigliosa città risveglierà quel senso di
responsabilità di cui sopra, accantonando incapacità e ritardi, e favorendo operatività e
giustizia sociale?

La Commissione Oltre il M.U.S.P. continuerà a lavorare, a sostenere, a vigilare, a
rendere noto a tutti coloro che hanno la bontà di ascoltarci attivamente e reattivamente
che una Scuola d’eccellenza passa anche attraverso le sue strutture, quelle che a
L’Aquila, nonostante ingenti risorse economiche ad hoc, ancora drammaticamente
mancano.

Certe di ricevere ascolto, comprensione e sostegno, le auguriamo un bel soggiorno
nella nostra amatissima città.