L’AQUILA –  “Il Pnrr destinerà il 40% delle risorse  alle regioni del Mezzogiorno, con un quota molto considerevole per progetti sociali. E’ questa l’occasione anche per centrare l’obiettivo, davvero alla portata,  di aprire a L’Aquila un Centro di Aiuto alla Vita (Cav) Ospedale Buzzi, per rafforzare la rete di protezione a favore delle donne e aiutarle nel percorso della maternità”.

E’ un passaggio dell’intervento, nell’intervista streaming a più voci, dell’ingegnere Michele Suriani, funzionario del Comune dell’Aquila e candidato nella lista della Lega alle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno, responsabile Pnrr della Lega in Abruzzo. Sono intervenute nell’intervista, la presidente del Centro all’Aiuto della Vita ospedale Buzzi, Tiziana Demma, premio internazionale Book of Peace 2020 per l’impegno sociale ed Enrica Liaci, responsabile Cav Abruzzo per L’Aquila.

I Centri Aiuto alla Vita (Cav) Ospedale Buzzi, già attivi su scala nazionale,  sostengono le donne in difficoltà a causa di una gravidanza inattesa o indesiderata, seguendole fino al parto e nel periodo di prima infanzia del neonato, e per prevenire e contrastare maltrattamenti e violenze domestiche, sostenere la famiglia nel disagio sociale, nella relazione di coppia: conflittualità genitoriale intermediazione e assistenza, tutela dei minori.

Demma ha spiegato che dei cav “quella dei Cav è una realtà straordinaria nata nel 2012  e che si è radicata nei territori”,  ma l’importante è creare una rete, con competenze multidisciplinari, dall’aspetto psicologico,  a quello legale”.

Liaci ha evidenziato l’importanza del primo colloquio per entrare in contatto cin la persona,  e far emergere anche alcune situazioni di violenza e disagio, da cui poi deve partire il processo di presa in carico e affiancamento”.

Il Centro Aiuto alla Vita (Cav) Ospedale Buzzi, è un’associazione senza fini di lucro, nata nel 2012 per opera della dottoressa Paola Persico, nell’Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” di Milano, per rispondere in modo concreto alle necessità delle donne che vivono una gravidanza difficile o inattesa. Il tutto attraverso una pluralità di azioni, scandite in un prima fase di ascolto e assistenza psicologica, per poi dispiegarsi nell’assistenza sociale, con contributi economici, fornitura di pannolini e latte, corredini e attrezzature varie per la prima infanzia, nonché tutela delle donne che subiscono violenza, e assistenza legale gratuita. L’attività del CAV prevede anche supporto alla Famiglia che riversa nel disagio e sostegno ai papà separati.

L’INTERVISTA