L’AQUILA – L’internalizzazione dei lavoratori del Contact center Inps ancora terreno di scontro all’Aquila, un tema che torna ad infiammare anche la campagna elettorale dopo la pubblicazione del bando di procedura selettiva per l’assunzione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, pieno o parziale, di 3.014 unità delle circa 3.200 attuali, di cui oltre 500 nel capoluogo regionale.

“Inizia fase storica. Finalmente è stato pubblicato il bando Inps per i lavoratori dei call center. La notizia era attesa da molto. Questo permetterà ai lavoratori di partecipare al processo di internalizzazione. Al posto del bando noi avremmo preferito l’applicazione della clausola sociale, sul cui utilizzo concordava anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Tuttavia, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha assoggettato la procedura alla funzione pubblica e pertanto ha indotto l’Inps a fare una selezione”, il commento della deputata dem Stefania Pezzopane, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera e candidata a sindaco dell’Aquila alle prossime elezione amministrative.

Ma per il sindaco uscente Pierluigi Biondi, di FdI: “Come avevamo previsto, il bando non chiarisce i dubbi già sollevati, anche da alcuni sindacati, e lascia più di un’ombra sugli scenari futuri”.

Come spiegato da Pezzopane: “I requisiti per l’internalizzazione inseriti nel bando sono quelli già comunicati alle organizzazioni sindacali e alla commissione Lavoro della Camera. E’ lecito affermare che con la pubblicazione di questo bando che riguarda l’internalizzazione degli operatori dei call center che operano per INPS , inizia una fase storica fortemente voluta dal Partito Democratico e dal centro-sinistra, ed è il diretto risultato di una norma approvata nella Legge di Bilancio 2020 durante il Conte bis, finalizzata esplicitamente all’internalizzazione dei lavoratori Inps. Il bando fa riferimento all’internalizzazione dei primi 3.014 operatori”.

“Il nostro traguardo di sempre è l’internalizzazione di tutti i 3.300 operatori. Siamo al lavoro affinché il governo inserisca nel primo provvedimento utile a scorrere la graduatoria che si definirà con il bando e che dovrà necessariamente portare all’assunzione di tutti i lavoratori Inps e Ader. Su questo fine è al lavoro sia il ministero del lavoro  che il ministero dell’Economia. Esprimo soddisfazione per questo primo passo importante, ribadendo però che il nostro punto di arrivo è l’assunzione di tutti i 3.300 lavoratori, solo allora potremo dirci totalmente felici e soddisfatti. Continueremo a lavorare con i sindacati ed il governo per la tutela dei diritti e la salvaguardia dei posti di lavoro”.

Secondo Biondi però: “Molte questioni restano aperte e non vediamo, almeno al momento, possibili soluzioni. Innanzitutto, c’è la certezza che dai 3.200 operatori impiegati in tutta Italia si passi a 3.014. Di questi circa 100 aquilani, impiegati sulla commessa Ader, rischiano di non poter accedere alle procedure di selezione. Come si temeva non è previsto il mantenimento della retribuzione annua lorda, con conseguente perdita economica per molti degli operatori coinvolti. E poi ancora ci sono dipendenti che pur avendo lavorato dal 2019 sono stati stabilizzati ad agosto 2021 e quindi, non essendo presenti a giugno dello scorso anno (come previsto dal bando), resterebbero fuori senza poter partecipare alla selezione pubblica. Permane una forte incertezza sulle modalità con cui verrà accertata la prevalenza sulla commessa Inps dei lavoratori, molti dei quali ancora in cassa integrazione nonostante le promesse fatte dal presidente Inps Tridico che aveva annunciato un impegno affinché questa fosse ritirata: una grave mancanza nei confronti di famiglie gravate da aumenti di costi e spese a causa della grave crisi economica in atto”.

Il primo cittadino poi ha incalzato: “Arrivati a questo punto la Pezzopane dovrebbe spiegarci dove sono finiti i famosi 20 milioni di euro annunciati trionfalmente per l’internalizzazione di tutti i lavoratori del call center. La inviterei, inoltre, a smetterla di fare sciacallaggio politico su una vicenda che coinvolge 500 lavoratori aquilani e oltre 3mila in tutta Italia. La nostra battaglia non si ferma qui, continueremo a lavorare con lo stesso impegno profuso in questi anni per garantire gli attuali livelli occupazionali a tutti gli operatori del call center Inps”.