PESCARA – Oltre 102 sindaci e altri amministratori abruzzesi e laziali sono tornati a protestare fuori dai caselli autostradali contro il caro pedaggi sulle A24 e A25: i rappresentanti del comitato che da quattro anni si oppone agli aumenti hanno organizzato dei presidi presso gli svincoli per sensibilizzare gli automobilisti contro l’aumento del 34,75% che potrebbe scattare dal primo luglio. Sul posto anche alcuni parlamentari.
I presidi di due ore, dalle 10 alle 12, sono stati ai caselli di Castel Madama, Vicovaro-Mandela, Carsoli, Magliano dei Marsi, Celano-Aielli, Pescina, Cocullo, Sulmona-Pratola Peligna, Colledara-San Gabriele, Tornimparte e Valle del Salto.
Al termine della protesta, sindaci e amministratori esprimono “grande soddisfazione per la buona riuscita e la copiosa partecipazione al presidio dei caselli di questa mattina. Finalmente, dopo oltre quattro anni, TUTTI si sono accorti dell’importanza della battaglia che, gli oltre cento Sindaci stanno conducendo quasi in ‘solitaria’”.
Inoltre ringrazian0 i parlamentari per la loro presenza: “alle parole ora devonoseguire i fatti” Vogliamo risposte concrete alle numerose lettere inoltrate, pretendiamo riscontri alle istanze che, da quattro anni, instancabilmente continuiamo a proporre”. E chiedono, “per i cittadini e i territori la soluzione definitiva al problema del caro pedaggi e della sicurezza. La battaglia non si ferma: il prossimo 7 maggio la protesta torna a Roma e il 21 maggio di nuovo ai caselli. Non molliamo”.
A tenere banco nel corso della mattinata anche il futuro delle due autostrade in seguito all’intenzione manifestata dal Governo di revocare la concessione in scadenza nel 2030, che esporrebbe lo Stato ad un indennizzo verso il privato di 2,5 miliardi di euro; oltre ai mancati risultati sullo sblocco di progetti e finanziamenti da parte dei due commissari, in carica da circa due anni, uno nominato dal Consiglio di Stato che ha
esautorato il ministero per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili (Mims), nella approvazione del Pef.
In questo quadro si inserisce il serrato contenzioso tra lo Stato, in particolare Anas, e la concessionaria, sfociato nel pronunciamento del
tribunale di Roma che ha congelato il decreto ingiuntivo per canoni non pagati di 83 milioni di euro con i giudici che hanno sancito il principio della compensazione visto che i crediti della concessionaria sarebbero superiori.
Nel corso della protesta è stata stigmatizzata anche l’ipotesi di Pef, a cosiddetto investimento zero, cioè con i lavori che saranno gestiti interamente dallo Stato, presentato dal commissario Sergio Fiorentino, che potrebbe costare molto caro ai cittadini, visto che da qui al 2030 i pedaggi subiranno rincari fino a 370%: una eventualità che nelle scorse settimane ha scatenato un’altra protesta sui territori con una cinquantina di parlamentari e con il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fdi, che hanno inviato una lettera al premier,
Mario Draghi, il quale sarebbe intervenuto cn Mims e Mef per “ordinare” una soluzione alla annosa vicenda.
Presente al presidio di Tornimparte la deputata dem Stefania Pezzopane: “Ho immediatamente risposto all’appello dei sindaci con i quali da anni condivido un impegno sulla vertenza autostrade che ha visto importanti risultati. Sono qui al casello di Tornimparte (L’Aquila) con i sindaci. Purtroppo da mesi c’è uno stallo inaccettabile. E questa mattina siamo qui per pretendere la dovuta attenzione. Torniamo a chiedere al governo di affrontare il problema e al ministro Giovannini se intenda convocare con la massima urgenza un tavolo di concertazione per giungere ad una proposta che scongiuri aumenti tariffari insostenibili a carico dei cittadini e quali iniziative urgenti intenda adottare per avviare, senza ulteriori ritardi, la messa in sicurezza di un’arteria strategica quale è la Strada dei Parchi”. Lo afferma la deputata del Pd Stefania Pezzopane, che ha anche sollecitato delle risposte in una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili.
“Apprendiamo da notizie di stampa che il commissario straordinario di Strada dei Parchi Sergio Fiorentino – aggiunge Pezzopane – ha proposto al Mims e alla società concessionaria un Piano economico finanziario (Pef) che prevede aumenti dei pedaggi di quasi il 16% all’anno, per arrivare al 2030 ad una crescita che porterebbe il costo del pedaggio al 375% in più di quello oggi vigente. Riteniamo che la proposta di Pef, con questi contenuti, sia assolutamente irricevibile per gli effetti negativi sull’economia regionale abruzzese. La Strada dei Parchi è collocata in un’area ad alta sismicità ed essendo l’unica rete autostradale in grado di collegare le aree del cratere sismico con il resto del Paese, è stata dichiarata infrastruttura di valore strategico dalla Protezione Civile. Proprio per la sua importanza, la Strada è ancora in attesa dell’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento sismico con investimenti stimati in 6,5 miliardi”.
“Notizie di stampa riportano inoltre che il Governo starebbe valutando l’ipotesi di revocare la concessione a Strada dei Parchi, nazionalizzando l’infrastruttura, e in questa luce potrebbe essere letta anche la proposta di Pef che prevede sia lo Stato a farsi carico dei costi per i lavori necessari a rendere sicure e pienamente fruibili A24 e A25, senza la compartecipazione del concessionario privato. Tuttavia – afferma ancora l’esponente dem – deve essere ben chiaro che i costi non possono, in ogni caso, ricadere sui cittadini. A breve alla Camera avremo su mia richiesta l’audizione del Ministro, di Fiorentino e di Strada dei Parchi”, conclude Pezzopane.
Il Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Luciano D’Alfonso, del Pd, afferma:. “Desidero manifestare la mia completa adesione alla manifestazione di protesta dei Sindaci e dei cittadini di Abruzzo e Lazio in programma questa mattina contro il caro pedaggi per l’A24 e l’A25. E’ assolutamente necessario arrivare ad una discussione frontale con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per chiedere e ottenere la ridiscussione totale degli impianti contrattuali del 2001”.
“Purtroppo tutto dipende da quella pagina sbagliata scritta nel 2001 con la gara d’appalto – sottolinea l’esponente dem – che ha fatto in modo che il ripagamento del funzionamento dell’autostrada gravasse interamente sulle spalle degli utenti. Non può più essere da sola la tariffa a pagare l’intero costo dei lavori di manutenzione di un’autostrada di montagna onerosissima: c’è bisogno di determinare un nuovo strumento contrattuale a tutela degli utenti che sappia trasferire un pezzo dell’onere di questa autostrada sulla finanza pubblica. Ma vi è anche l’altro grave fardello, in grado di far crescere all’infinito i pedaggi, costituito dalla nota delibera Cipe che ha previsto, a monte, la garanzia che i dividendi di risulta della gestione di Autostrade per l’Italia debbano essere di un miliardo di euro l’anno: come se alla controparte di un contratto di locazione si garantisse assurdamente l’ammontare ‘minimo’ dell’affitto indipendentemente dal numero dei metri quadri. Ribadisco – conclude D’Alfonso – che questa sbagliatissima delibera Cipe va assolutamente impugnata dinanzi al Tar del Lazio”.
Presenti al presidio Vincenzo Calvisi, vicepresidente di Fratelli d’Italia per la provincia dell’Aquila, e Lucia Albano, deputata di Fratelli d’Italia.
“Questa mattina ci siamo recati al casello autostradale di Tornimparte, lungo la A-24, per portare il nostro sostegno alla mobilitazione straordinaria dei sindaci abruzzesi contro il caro pedaggi e a favore di maggiore manutenzione stradale – affermano in una nota -. L’aumento dei pedaggi, che entrerà in vigore il 1 luglio, porterà un rincaro del 34%. Inoltre, il piano tariffario attualmente in vigore prevede un aumento annuo pari al 16%, che arriverà a +375% nel 2030. La A-24 e la A-25 sono le uniche due autostrade che collegano il mar Adriatico con il Tirreno e permettono di connettere le aree interne dell’Appennino Centrale con la Capitale. Vengono percorse da milioni di automobilisti per motivi di lavoro e turismo, ma anche per salute”,
“A fronte di continui aumenti – in 14 anni il rincaro della tariffe è stato del 187 % – non segue altrettanta manutenzione da parte del gestore. Fratelli d’Italia ha più volte sollecitato il Ministero dei Trasporti attraverso atti parlamentari e lettere firmate dal Presidente Giorgia Meloni, senza mai ricevere risposta. Così come ha domandato l’on. Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera dei deputati, Fratelli d’Italia chiede una informativa urgente del ministro Giovannini su questo tema. Se il Ministro non è in grado di risolvere questo problema, che lasci il suo incarico”, concludono.
Interviene anche il coordinatore regionale di Forza Italia, senatore Nazario Pagano: “Non avendo una rete ferroviaria efficiente verso Roma, i pesanti aumenti di pedaggio prospettati da Strada dei Parchi rappresenterebbero un aggravio insostenibile per i lavoratori pendolari, quindi il Ministro Giovannini e il Presidente Draghi dovranno ascoltarci.” L, a margine delle manifestazioni che si stanno tenendo, questa mattina, nei pressi di dodici caselli autostradali del Lazio e dell’Abruzzo contro il caro pedaggi e la sicurezza sull’autostrada A24 e A25. “Per calmierare i prezzi e scongiurare gli aumenti- ha aggiunto Pagano- servirebbe un accordo chiaro tra la società concessionaria e il Governo affinché si comprenda che queste tratte autostradali sono utilizzate in larga misura da lavoratori pendolari, che non possono assolutamente sostenere un aggravio di costi di trasporto così oneroso”.
Afferma Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione Consiglio Regionale del Lazio: “La battaglia per fermare i prezzi della A24/A25 ha visto i primi cittadini attivarsi da mesi con un’importante mobilitazione importante lo scorso febbraio. Continuiamo al loro fianco in una battaglia che riguarda, tramite la mobilità interregionale, la quotidianità di migliaia di uomini e donne che non devono pagare nella quotidianità questa scelta inaccettabile”.
“Fratelli d’Italia ha aderito all’iniziativa dei 112 sindaci di Lazio e Abruzzo che oggi manifestano ai caselli autostradali della A24 e A25 per chiedere maggiore sicurezza ed evitare quella che sarebbe una vera e propria discriminazione per lavoratori pendolari e studenti se i pedaggi aumentassero in modo ingiustificato e insostenibile”: lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione trasporti alla Camera, Marco Silvestroni,
“Noi oggi siamo qui per sottolineare le inadempienze del Governo e soprattutto del ministro Giovannini, che nulla ha fatto per risolvere le criticheta’ che riguardano queste due importanti arterie autostradali, e dove si rischia di ledere il diritto alla mobilità dei cittadini che vivono in un’area dove non ci sono adeguati trasporti ferroviari o mobilità pubbliche alternative a quello del mezzo privato”. che oggi ha partecipato all’iniziativa dei 112 sindaci di Lazio e Abruzzo alla manifestazione contro l’aumento dei pedaggi dei caselli autostradali delle autostrade A24 e A25.
“La A24 per molti cittadini della Provincia di Roma – aggiunge – rappresenta il collegamento indispensabile per raggiungere il proprio luogo di lavoro o di studio nella Capitale e l’incapacita’ degli ultimi Governi gli sta rendendo la vita impossibile. Le risposte servono adesso e servono credibili questo come Fratelli d’Italia chiediamo al Governo Draghi e al suo ministro Giovannini”, conclude l’esponte di Fratelli d’Italia”.
Afferma in una nota il deputato abruzzese di Italia viva, Camillo D’Alessandro: “Sto e siamo dalla parte dei sindaci, dei cittadini e del buon senso. Ora basta, la convenzione che scarica sulla tariffa gli oneri manutentivi oltre ad essere scandalosa è insostenibile. Cambiano i governi, il legislatore a più riprese è intervenuto per evitare l’aumento automatico delle tariffe, ma non si supera l’attuale convenzione che si basi su un nuovo Piano Economico e Finanziaria dal quale sia liberi la tariffa dai costi della manutenzione insostenibili”.
“Vicini ai sindaci e agli utenti, siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre in questi anni , per scongiurare nuovi aumenti dei pedaggi autostradali per A24 e A25 dal primo luglio. I nostri parlamentari stanno continuando a lavorare in modo serrato per alimentare iniziative governative di sostegno ai territori, muovendo l’attenzione del premier Draghi, i sindaci non possono essere lasciati soli”, scrive il capogruppo Pd Silvio Paolucci, stamattina a Carsoli insieme alla sindaca Velia Nazzarro e agli altri primi cittadini abruzzesi e laziali che si sono mobilitati contro il caro pedaggi.
“Grazie all’attività del centrosinistra in Parlamento abbiamo ottenuto proroghe sulla moratoria degli aumenti, ora la situazione va risolta definitivamente: siamo pronti a fare ancora la nostra parte, affinché dal Governo arrivino risposte concrete e a vantaggio delle comunità interessate – riprende l’esponente PD – Le istituzioni devono dialogare con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per trovare un percorso a tutela delle arterie, della loro sicurezza e che attragga investimenti, affinché gli utenti non debbano sostenere, da soli, il costo delle manutenzioni pagando pedaggi fra i più onerosi d’Italia”.
“Ruolo della politica deve essere incassare un risultato, non dobbiamo individuare noi una soluzione, ma invocarla a gran voce, stando con i sindaci, sollecitando una risposta da parte del Governo, da cui dipende, dal primo luglio prossimo, l’entrata in vigore dei nuovi aumenti che andranno a incidere sulle tasche di cittadini che stanno vivendo già un momento difficile dopo la pandemia e a causa della crisi economica. Servono dunque risposte definitive prima che scada moratoria sugli aumenti, ottenuta grazie al lavoro del centrosinistra, perché se ciò accadesse, sarebbe un colpo mortale non solo per i pendolari, ma per tutta la nostra economia”.
“L’auspicio è che il premier Mario Draghi, investito direttamente dai sindaci e dall’onorevole Stefania Pezzopane, dia un segnale atteso e di sostanza su questo argomento e definitivo, affinché non si ripresenti ciclicamente il problema e per non tagliare ulteriormente fuori le aree interne che pagherebbero in modo ancora più caro gli aumenti”, conclude Paolucci.
Anche in Provincia di Teramo Fratelli d’Italia ha organizzato un presidio presso il Casello Autostradale A24 di Colledara a sostegno delle comunità locali e contro l’aumento dei pedaggi autostradali.
Una gran parte del coordinamento provinciale del partito guidato dalla presidente Marilena Rossi, questa mattina alla presenza dell’onorevole Rachele Silvestri, del sottosegretario alla Regione Abruzzo Umberto D’Annuntiis e del vice presidente della Provincia Luca Frangioni ha incontrato i sindaci che rappresentano le comunità locali e che hanno a cuore lo sviluppo e l’economia dei loro cittadini.
“Abbiamo voluto dimostrare, ancora una volta, che il nostro partito non si arrende e non abbandona il territorio anche di fronte ad una immobilità del governo nazionale. Governo che non tiene conto delle condizioni estreme in cui queste zone rischiano di trovarsi dopo la pandemia, vissuta da tutti, ma dopo due terremoti da cui, ancora, si tarda a rialzarsi”, si legge in una nota.
“Siamo al fianco dei Comuni come quello di Penna Sant’Andrea con il sindaco Severino Serrani presente insieme al vice sindaco Roberto Saputelli, di Castel Castagna con il sindaco Rosanna De Antoniis, di Tossicia con il sindaco Emanuela Rispoli presente insieme al vice sindaco Pamela Manetta, di Isola del Gran Sasso con il sindaco Andrea Ianni, di Castelli con il sindaco Rinaldo Seca e di Colledara rappresentato dal vice sindaco Tobia Bordelletti.
“Loro sono la forza del territorio e vanno aiutati e sostenuti abbattendo i costi delle autostrade, non aumentandole, e garantendo la sicurezza delle stesse. Fratelli d’Italia sostiene le comunità locali e chiede al Governo di chiarire la sua posizione e di bloccare i rincari autostradali”.






