PESCARA – A distanza di un mese dall’inizio della guerra in Ucraina l’Abruzzo ha accolto oltre 2.500 persone, una media di circa 600 a settimana anche se, soltanto negli ultimi sette giorni ne sono arrivati 1.537.

Dei profughi già accolti, 104 sono stati smistati all’interno dei Centri di accoglienza straordinaria (“i cosiddetti Cas”), mentre in 1.810 si sono sistemati da parenti o conoscenti, oppure hanno trovato alloggio in altre strutture messe a disposizione dai Comuni. Quasi un quinto, invece, alloggia in albergo.

Sono 549, finora, i profughi ospitati nella rete di hotel che hanno dato la disponibilità delle loro stanze per chi è in fuga dalla guerra. Ma le strutture ricettive abruzzesi stanno partecipando in massa alla corsa all’accoglienza.

Circa 200, fa sapere Il Centro, hanno risposto positivamente al bando della Regione Abruzzo per accogliere i profughi da qui in avanti: sono soprattutto alberghi, ma anche residence e campeggi prevalentemente del Teramano.

Sul fronte covid, sono già stati effettuati 1.807 tamponi e solo 53 sono risultati positivi. Vuol dire che il 3% dei profughi è risultati positivo (3 ogni 100). E in 205 sono stati vaccinati contro il Covid.

Numeri che in parte rassicurano quanti, nei giorni scorsi, avevano espresso preoccupazione per possibili nuovi focolai, visto che il tasso di vaccinazione della popolazione ucraina si attesta attorno al 30%.

La provincia di Pescara è quella che ha accolto più profughi: ben 1.178.