AVEZZANO – “Nella Asl provinciale dell’Aquila, in particolare nell’ospedale di Avezzano, ci sono cittadini nella Marsica e nella Valle Peligna che aspettavano tamponi molecolari il 2 o il 3 febbraio scorsi che non hanno ancora risposta. Questo perché mancano i i reagenti. Ora basta con le parole dei dirigenti, porto il caso in consiglio regionale: la gente ha bisogno di risposte e soluzioni”.

È la denuncia del consigliere regionale pentastellato Giorgio Fedele. In una nota del 3 febbraio scorso, però, la Asl assicurava: “Tutti i tamponi anti covid sono stati processati e già domani, tra l’Aquila e Avezzano, verranno consegnati altri 15.000 reagenti per sviluppare i test; nessuno di quelli fatti alla popolazione è stato inviato a strutture esterne all’azienda sanitaria”.

Ma non solo, aggiunge Fedele: “lo screening del territorio è fermo, ma sembrerebbe anche che la stessa sorveglianza sanitaria all’interno dell’ospedale di Avezzano sia stata posticipata – continua il consigliere nella nota – Sono infatti molte le segnalazioni che ho ricevuto degli operatori sanitari ai quali non vengono effettuati per il momento i tamponi di controllo”.

“Questi i fatti: poi ci sono le parole. Le parole del dottor Giuseppe Calvisi, direttore del Dipartimento Biomedico, e quelle della direzione della Asl 1 secondo cui va tutto bene e si tratta solo di un lieve ritardo nella consegna di reagenti che ha portato a un rallentamento sull’analisi dei tamponi. Alla luce dei fatti, che mi sono stati riportati da tanti cittadini, e delle parole, che ho letto sulla stampa da parte del direttore Calvisi e di alcuni vertici Asl, ho deciso di portare il caso della mancanza di reagenti nel territorio marsicano in Consiglio regionale affinché sia fatta luce dove oggi ci sono ombre”.

“L’entità del danno e le conseguenze sul territorio dovranno essere analizzate perché non possiamo certo permetterci errori grossolani proprio adesso che i contagi sembrano scendere e soprattutto di illudere un’intera comunità che continua ad effettuare tamponi che non possono essere processati e sui quali quindi non avranno risultati nei tempi previsti”, commenta ancora Fedele il quale attacca la gestione dei vertici, in particolare il direttore sanitario, Alfonso Mascitelli. Al vertice della Asl, da sei mesi c’è il manager, Ferdinando Romano, subentrato al defenestrato Roberto Testa, sfiduciato dalla maggioranza regionale di centrodestra.

“Certo è – denuncia Fedele – che la gestione caotica che nella Asl 1 vediamo sin dall’inizio della pandemia non cessa. Non solo il nostro territorio è tra i più penalizzati nella spartizione delle risorse e degli interventi, ma deve subire anche una direzione sanitaria che a quanto sembra non riesce a gestire neanche l’ordine di reagenti per  garantire alla comunità un servizio rapido ed efficiente di monitoraggio”.