L’AQUILA – Anni di promesse, sia del centrosinistra di Luciano D’Alfonso, sia del centrodestra di Marco Marsilio, ma non saranno ridotte le tasse agli abruzzesi, di competenza regionale, aumentate negli anni di commissariamento della Sanità, terminato nel 2016. Se ne riparlerà forse a fine 2023, come da cronoprogramma dell’ultima legge di stabilità, se si troveranno le risorse, calcolate in oltre 21 milioni di euro, per coprire le minori entrate da addizionale Irpef e Irap, tasse automobilistiche, bollo auto, addizionale regionale all’accisa sul gas naturale e tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, nel caso saranno riviste al ribasso.
Anzi, più di un consigliere regionale di maggioranza, nel corso delle sedute di approvazione del bilancio regionale, arrivata nella notte del 30 dicembre, ha sottolineato in soldoni che quest’anno è già un miracolo che non saranno aumentate.
Nella legge di stabilità è stato però approvato all’articolo 7 “Accantonamento risorse a fronte di programmazione Politica Fiscale di riduzione Tasse Regionali”. Un sostanziale copia e incolla, di articoli dello stesso tenore, contenuti nelle precedenti leggi di stabilità, per lanciare la palla in avanti, insomma, sperando in tempi migliori.
Si prevede nella norma approvata il 30 dicembre, l’accantonamento della spesa per gli esercizi 2022, 2023 e 2024, dell’importo di 8.608.399 di euro per l’anno 2022, di 4.188.870 di euro per l’anno 2023 e di 13.210.756 milioni di euro per l’anno 2024.
E ancora “con specifico provvedimento di Giunta regionale sarà costituita una Commissione composta da esperti interni ed esterni all’ente, senza oneri per l’ente, con lo scopo di proporre al Consiglio regionale, nel termine del 31 dicembre 2023, una proposta finalizzata ad una rivisitazione delle aliquote fiscali regionali”.
Lo stesso che era stato scritto nel 2019: dove il fondo per la riduzione della Tassazione regionale, prevedeva un importo di euro 8.303.005 per l’anno 2021 ed euro 50.000.000,00 per l’anno 2022. Anche qui, “con specifico provvedimento di Giunta regionale sarà costituita una Commissione composta da esperti interni ed esterni all’ente, senza oneri per l’ente, con lo scopo di proporre al Consiglio regionale nel termine del 31 dicembre 2021 una proposta finalizzata ad una rivisitazione delle aliquote fiscali regionali”.
Il 31 dicembre 2021 è arrivato, e ora semmai se ne riparlerà tra due anni.
Va detto che il centrodestra ha ora più di una giustificazioni nel non aver potuto mantenere questo impegno, sventolato in campagna elettorale: l’emergenza pandemica, il debito della sanità tornato a salire, per oltre 130 milioni di euro, anche a causa della stessa emergenza.
La mazzata della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il piano di rientro da 20 anni, come pianificato dal centrosinistra, che farà lievitare le rate annuali da onorare nella metà del tempo, dieci anni. Infine pesa la crisi economica e sociale, determinata finora dalla pandemia, e a breve dai rincari del gas e dell’energia elettrica, che peseranno non solo sulle famiglie, ma anche sui conti degli enti pubblici, Regione Abruzzo compresa.
Insomma, uno dei cavalli di battaglia del centrodestra, in Abruzzo e altrove, della riduzione delle tasse dovrà rimanere nella stalla.
“L’approvazione in tempi record del bilancio è un segnale di stabilità e maturità politica – ha detto alla conclusione della sessione di Bilancio l’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris” -, che ci consente di mantenere invariati i servizi senza aumentare le tasse, nonostante i pesanti tagli, le ingenti spese per fronteggiare l’emergenza sanitaria ma, soprattutto, il fatto che i tempi di rientro dal debito strutturale siano stati dimezzati”.





