PADOVA – Far rientrare i medici e gli infermieri non vaccinati in corsia, per aiutare il personale allo stremo degli ospedali a reggere la nuova ondata di ricoveri Covid. Con una forma di controllo semplice: tamponi salivari ogni 24-48 ore.
È la proposta lanciata dal segretario veneto del sindacato primari ospedalieri (Anpo), Giampiero Avrucio, primario di Angiologia all’ospedale di Padova.
“Con questa nuova ondata di ricoveri siamo allo stremo delle forze – spiega Avruscio – La situazione paradossale è che l’allontanamento dei colleghi non vaccinati va a pesare non su di loro, ma su di noi, su chi è rimasto a combattere tutti i giorni”.
Solo nell’azienda ospedaliera di Padova,, ricorda, si tratta di 200 professionisti rimasti a casa, e 500 in tutta l’Uls padovana. Per questo Avruscio ritiene debba essere fatta una riflessione sulla norma che prevede l’allontanamento del personale no vax lavoro.
“Si potrebbe fare come avveniva prima dell’arrivo dei vaccini, tenendo sotto controllo i contagi con i tamponi sistematici. Qui a Padova il contagio intraospedaliero fu inferiore ai 100 casi. Si potrebbe allora richiamare in corsia il personale no vax, sottoponendoli a tamponi salivari ogni 24-48 per potergli permettere solo di lavorare. I tamponi salivari, infatti, non solo validi per ottenere il green pass”.






