PESCARA – Ben 4 aggressioni in soli 10 giorni, “inutili ed inascoltate le segnalazioni dei sindacati di categoria”, per questo “abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che l’Amministrazione Penitenziaria intervenga direttamente anche ‘rimuovendo’ quelle figure che non riescono a garantire né la tutela dei lavoratori né il corretto funzionamento della struttura”.
Così, in una nota, la Uilpa Polizia Penitenziaria che da tempo denuncia la situazione gestionale e strutturale del carcere di Pescara “che riesce a fatica a garantire la propria funzione sociale sia per mancanza di uomini che di direttive certe ed efficaci”.
Carenze che i sindacato continuano a denunciare da mesi, mentre si moltiplicano episodi di violenza ai danni degli agenti penitenziari.
Nel frattempo, ricorda il segretario generale regionale Uilpa Polizia Penitenziaria Abruzzo, Ruggero Di Giovanni, “c’ è stata un’ispezione dipartimentale nella struttura, l’impegno formale del Provveditore Regionale per Lazio Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone, e del Prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, che, ognuno per la propria parte di competenza, hanno garantito interventi tesi a ricostruire il sistema carcere in via San Donato N°2. Ciò nonostante, non abbiamo visto significative modifiche organizzative nella struttura e nulla è dato sapere sulle responsabilità del fallimento gestionale che è sotto gli occhi di tutti”.
“Solo negli ultimi 10 giorni – sottolinea Di Giovanni – abbiamo contato a Pescara ben 4 aggressioni ai danni del personale con altrettanti agenti che, loro malgrado, saranno impossibilitati a lavorare, aggravando ancor di più la carenza di Poliziotti nel Carcere Pescarese”.
“È di ieri mattina l’ultimo episodio di una violenta e gratuita aggressione nei confronti dei Poliziotti che ha visto un detenuto – psichiatrico a quanto pare — dapprima incendiare la propria camera di pernottamento ed in seguito cercare di distruggere tutto ciò che gli capitava a tiro nei locali dell’infermeria durante gli accertamenti sanitari a cui veniva sottoposto, senza dimenticarsi di prendersela con il personale intervenuto anche a sua tutela. Gli agenti, in quest’ultimo caso, hanno avuto 7 giorni di prognosi dal locale pronto soccorso, ma l’epilogo poteva essere ben più grave visto che, ancora una volta, durante la criticità il poco personale in servizio non ha potuto contare sui necessari rinforzi”.
“Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che l’Amministrazione Penitenziaria intervenga direttamente nella CC di Pescara, anche ‘rimuovendo’ quelle figure che non riescono a garantire né la tutela dei lavoratori né il corretto funzionamento della struttura. Nel frattempo daremo mandato ai nostri legali per valutare ogni azione possibile a tutela dei poliziotti penitenziari pescaresi”, chiosa Di Giovanni.





