L’AQUILA – Stato dell’arte e nuove frontiere nella lotta ai tumori della pelle. La sanità abruzzese e italiana alla prova della tragica emergenza covid-19.
Questi gli argomenti al centro dell’intervista in diretta streaming a partire dalle ore 11.3 alla Maria Concetta Fargnoli, primario di dermatologia oncologica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, docente universitaria, esperta di livello nazionale ed internazionale.
La professoressa Fargnoli dirige il Centro di ricerca di diagnostica molecolare e terapie avanzate dell’Università dell’Aquila, situato al piano terra dell’edificio Delta 6 dell’ospedale S. Salvatore nato nel 2013 grazie a una donazione da un milione e mezzo di euro ricevuta dalla provincia dell’Ontario e dall’ Aerf, l’Abruzzo Earthquake Relief Fund, con sede a Toronto, in Canada.
Il laboratorio è convenzionato, dal 2018, con la Asl, per conto della quale effettua test e analisi per la diagnostica oncologica.
Le malattie dermatologiche, la cui prevalenza è aumentata del 15,5% dal 1990 al 2018, risultano altamente impattanti sulla vita dei pazienti: sono infatti l’ottava causa di disabilità e interessano circa 9,7 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni.
A marzo è stato presentato al San Salvatore il Progetto Hpdh 1.0 (High Performance Derma Unit), per la cura della psioriasi diretto dalla docente.
Fargnoli, ha messo la sua firma ad un importante studio internazionale sul melanoma, tumore maligno della pelle a volte mortale, con circa 350.000 casi in tutto il mondo nel 2015 e quasi 60.000 decessi. I ricercatori hanno identificato 33 nuove regioni del genoma e hanno confermato altre 21 regioni precedentemente descritte che sono legate al rischio di sviluppare il melanoma cutanee.






