L’AQUILA – Sabrina Prioli, aquilana di 49 anni, cooperante italiana vittima nel 2016 di una una feroce aggressione in Sud Sudan, mentre lavorava per Usaid, agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, deve essere seguita e sostenuta dal Governo italiano chiamato ad impegnarsi “a garantire la piena tutela dei propri diritti, attraverso la celebrazione del processo di appello e di un adeguato risarcimento economico”.
Il caso della cooperante italiana è finito all’attenzione del Parlamento con una interrogazione a firma della deputata aquilana del Pd Stefania Pezzopane e della collega dem Laura Boldrini, ex presidente della Camera dei deputati, e di altre parlamentari: come si sottolinea nel documento, Sabrina è stata violentata da cinque soldati governativi entrati nel compound dove lavorava, selvaggiamente percossa e tentata di soffocare con il Ddt. Per fortuna si è salvata, e “con coraggio” ha denunciato quanto ha subito, collegandosi al processo civile in Sud Sudan.
“Con tenacia ha preteso di poter testimoniare davanti la corte marziale per il caso della violenza sessuale e grazie alla sua testimonianza i colpevoli sono stati condannati. La corte militare sud sudanese le ha tuttavia riconosciuto solo 4 mila dollari ‘forfettari’, un risarcimento assolutamente inadeguato rispetto alla grave aggressione subita”. A fronte di 2,5 milioni di euro a favore della organizzazione per quale lavorava.
Oggi in una nota Pezzopane comunica il senso “non soddisfacente” della risposta del Governo: “Finalmente il governo ha risposto alla mia interrogazione, presentata insieme a Laura Boldrini ed altre colleghe, sul caso di Sabrina Prioli, ma c’è bisogno che il ministero degli Esteri faccia ora e bene la sua parte. Mi appello perché Sabrina Prioli abbia finalmente giustizia. Mi rivolgo al ministro Luigi Di Maio e alla viceministra Marina Sereni affinché il governo continui a seguire la vicenda della cooperante italiana, vittima di una feroce aggressione in Sud Sudan nel luglio 2016, e che si impegni a garantire alla nostra concittadina la piena tutela dei propri diritti, attraverso la celebrazione del processo di appello e di un adeguato risarcimento economico”.
Nella risposta alla interrogazione “ci sono dei vuoti e si fa riferimento a missive dell’ex sottosegretaria Del Re, a cui però le autorità Sud Sudan non hanno mai risposto – spiega il dopetato dem – . Sabrina deve avere giustizia, è vittima di un’atrocità. È una nostra connazionale, purtroppo non adeguatamente seguita e tutelata nel suo percorso. Non è mai stata ricevuta, ascoltata e messa al corrente delle azioni svolte dal governo in questi anni. Le uniche misure sono state prese nel novembre 2020, ma non ci sono state conseguenze. Il processo di riparazione che Sabrina, sola, porta avanti dal 2019 rischia di non avere nessuna via di uscita. Il governo del Sud Sudan dal 2019 non ha mai più risposto alle sue richieste di riparazione, né ha dato atto agli accordi che ha firmato con la cooperante. È necessario stanare le autorità del Sud Sudan. Bisogna cambiare passo, il governo si impegni”.
Prioli, cooperante dal 2011 dopo il terremoto dell’Aquila, è attualmente in Zambia: il suo rientro in Italia è previsto per fine mese.






