L’AQUILA – Da oggi l’Abruzzo, come tutta Italia cambierà di nuovo colore: il 28, 29 e 30 dicembre da rossa diventerà arancione e arancione sarà anche il 4 gennaio. Di conseguenza cambieranno le regole.

Le scuole riapriranno invece il 7 gennaio. A tornare in classe saranno anche gli studenti delle scuole superiori, che sono a casa da novembre, ma solo al 50 per cento, mentre per l’altra metà ci sarà la didattica a distanza (Dad).

La zona rossa riscatterà il 31 dicembre  al 3 gennaio, poi come detto il “buco” arancione il 4 gennaio, infine ancora zona rossa il 5 e 6 gennaio compreso.

Da oggi fino a mercoledì 30 ci si potrà spostare liberamente all’interno dei comuni fra le 5 e le 22, e quindi sarà possibile andare a fare visita ad amici e parenti entro questi orari. Negli stessi giorni sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, pure in un comune diverso dal proprio ma sempre e solo all’interno della stessa regione, tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone.

Ci si potrà spostare dai piccoli comuni sotto i 5000 abitanti e nel raggio di 30 chilometri anche se questo significa uscire dalla propria regione.

“Nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio, sarà possibile, per chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, spostarsi liberamente, tra le 5.00 e le 22.00, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia: conseguentemente, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro tali orari e ambiti territoriali” si legge nelle Faq del governo.

I negozi saranno aperti, tranne che i bar e i ristoranti che resteranno chiusi e dovranno aspettare il 7 gennaio per riaprire. Saranno possibili il servizio di asporto, dalle 5 alle 22 e la consegna a domicilio.

L’Italia resterà in zona arancione soltanto questi quattro giorni. Il 31 dicembre e l’1, 2, 3, 5 e 6 gennaio ritornerà in zona rossa, e tra il 31 dicembre e il primo gennaio il coprifuoco verrà fino alle 7 del mattino.

Nei giorni di fascia arancione le attività commerciali al dettaglio si svolgeranno comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Sarà possibile spostarsi, anche tra Comuni di aree differenti, per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé.

Consentito anche andare in chiesa, dalle 5 alle 22, e assistere alle funzioni religiose, come pure sono consentire le passeggiate e le attività motorie, sempre dalle 5 alle 22.

È possibile raggiungere parchi e giardini pubblici all’interno del proprio Comune o, in assenza di questi, quelli in un comune limitrofo più vicini a casa, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento.

È consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Possibile infine spostarsi anche tra aree territoriali diverse per partecipare a funerali di parenti stretti e di un unico parente rimasto, sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza.

Potrebbe slittare oltre metà gennaio la riapertura di palestre, piscine, centri estetici, cinema e teatri. Il Dpcm con le attuali chiusure scade il 15, ma tutto dipenderà dall’andamento dei contagi da coronavirus. Sebbene la discussione sia già stata avviata, la decisione finale del governo verrà presa a ridosso della scadenza del decreto. Intanto le associazioni di categoria premono per riaprire.

Le forze dell’ordine hanno intanto aumentato controlli e sanzioni. Sono state 64.119 le persone controllate il 26 dicembre da polizia e carabinieri nell’ambito delle verifiche per il rispetto dei divieti introdotti con il decreto del 18 dicembre, secondo i dati del ministero dell’Interno. Di queste persone 969 sono state sanzionate per violazioni, 8 denunciate per aver infranto la quarantena in casa.

Anche a Santo Stefano i controlli sono stati numerosi, le sanzioni pari all’1,5% – dice il viceministro dell’Interno Matteo Mauri -. Il rispetto delle regole da parte dei cittadini è stato molto alto. È questo il modo migliore per garantire sicurezza a tutti e per scongiurare una terza ondata. Ora siamo concentrati sulla giornata di Capodanno. Anche qui sarà necessario mantenere le stesse precauzioni e le stesse cautele di questi giorni”.