PESCARA – Nuova udienza preliminare ieri per il procedimento sul disastro dell’hotel Rigopiano dove persero la vita 29 persone per una valanga che distrusse il resort il 18 gennaio del 2017. Un’udienza veloce, complice l’emergenza Coronavirus, nel corso della quale, si legge sul quotidiano Il Centro, il gup Gianluca Sarandrea ha affidato l’incarico alla dottoressa Caterina Del Zingaro per trascrivere le intercettazioni che riguardano il filone del depistaggio e che ora avrà 60 giorni per competare il lavoro.
Solo l’avvocato Romolo Reboa, rappresentante legale di alcune delle parti civili, ha presentato la richiesta di un altro sequestro di stipendio a carico dell’imputato Paolo D’Incecco, ex dirigente del settore viabilità della Provincia di Pescara e oggi dirigente regionale. Ai tempi D’Incecco figurava tra coloro che erano stati colpiti dal sequestro di beni disposto dal gup, ma recentemente Reboa ha accertato che, solo poco tempo dopo il 18 gennaio 2017, lo stesso D’Incecco si era spogliato di quei beni immobili, trasferendoli gratuitamente alla moglie.
Da qui la richiesta di sequestro del quinto dello stipendio, come era già stato fatto per l’ex prefetto Francesco Provolo, per Carlo Visca e Sabatino Belmaggio.
L’udienza è stata aggiornata al 5 marzo, data in cui, se non ci saranno ulteriori richieste, si procederà alla discussione e quindi all’intervento della pubblica accusa rappresentata dai sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni. Se invece in quella data dovessero essere formalizzate richieste di riti alternativi, si organizzerà il programma per la discussione.
Come si legge ancora sul Centro, da settimane si parla infatti di una possibile adesione di massa al rito abbreviato, quasi sicuramente riti condizionati a qualche passaggio istruttorio, ma che comunque dovrebbero risolversi in poco tempo.






