L’AQUILA – “Il Partito democratico ha un problema con la vicinanza del governo all’Aquila. Noi, semmai, lo avremmo con la lontananza. Che lo Stato continui a camminare al fianco di una città che ricostruisce dovrebbe essere motivo di soddisfazione per tutti, a prescindere dal colore politico. Il Pd, invece, la trasforma in un capo d’accusa”.

Così, in una nota, Leonardo Scimia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale dell’Aquila, replica alla nota diffusa dal Partito Democratico, replicano al segretario cittadino del Pd, Nello Avellani (Qui il link)

“Avellani parla di narrazione strumentale – aggiunge Scimia – Ma la legge di Bilancio ora all’esame del Parlamento non è un racconto: è un testo fatto di articoli, commi e cifre. Per L’Aquila e il cratere prevede 19,7 milioni di euro di risorse statali nel triennio. Quindici milioni sono un contributo straordinario al bilancio del Comune, 5 milioni l’anno dal 2027 al 2029, che si sommano ai 10 milioni l’anno che il governo Meloni ha reso fissi a partire dal 2024. Tre milioni servono a prorogare, nel 2027, i contratti del personale a tempo determinato impegnato nella ricostruzione post sisma 2009. Un milione e mezzo va ai collaboratori che seguono le pratiche nei comuni del cratere, con l’obiettivo di accelerare l’istruttoria e l’avanzamento delle procedure, mentre 200mila euro garantiscono il pedaggio gratuito tra L’Aquila est e L’Aquila ovest. A tutto questo si aggiunge, fino al 2029, un dirigente in più per attuare il Piano complementare per le aree del sisma”.

“Il Pd liquida tutto come ‘solo proroghe’ – osserva – È la frase di chi osserva la ricostruzione dalla tribuna. Chi la vive sa che dietro quella parola ci sono tecnici, ingegneri e istruttori che ogni giorno firmano pratiche, seguono cantieri, rendicontano fondi. Prorogare i loro contratti significa tenere accesa la macchina della rinascita: chiamarla una semplice proroga è come dire che il carburante è solo una proroga del viaggio. E il contributo da 5 milioni l’anno non proroga nulla: sono risorse in più, per tre anni, che rafforzano i conti della città”.

“Quanto ai miliardi stanziati dai governi Renzi e Conte, il Pd scambia un atto dovuto per un merito. Finanziare la ricostruzione dell’Aquila è un atto di responsabilità verso il Paese, non una concessione. Eppure ogni stanziamento è stato rincorso, ogni volta a Roma con il cappello in mano. Anche i 2,75 miliardi del governo Conte che oggi il Pd rivendica non sono caduti dal cielo. Sono arrivati dopo l’appello ‘Non fermate la ricostruzione’, promosso dal sindaco e sottoscritto da 56 sindaci del cratere e dal presidente della Regione, Marco Marsilio, che nel febbraio 2020 Biondi consegnò anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere al governo 4 miliardi. Allora, a sinistra, c’era chi lo liquidava come allarmismo e giurava che le risorse bastavano”.

“Lo stesso è accaduto con il bilancio comunale. Il contributo dello Stato per le maggiori spese e le minori entrate legate al sisma, partito dai 30 milioni del 2011, era stato ridotto anno dopo anno fino a 10. Nel 2021 la manovra prevedeva di portarlo a 7 milioni: il Pd lo giustificò come il segno di un ritorno alla normalità, e solo l’intervento dei parlamentari di centrodestra evitò il taglio”.

“Poi c’è chi fa di più. Il governo Meloni ha invertito la rotta: prima il contributo veniva riconosciuto di anno in anno, costringendo il Comune ad attendere la legge di Bilancio per conoscere le risorse disponibili. Con questo Governo si è passati a una programmazione triennale, prima con stanziamenti da 20, 18 e 15 milioni, poi rendendo strutturale il contributo per le maggiori spese e le minori entrate, con 10 milioni fissi l’anno, ai quali oggi si aggiungono altri 5 milioni annui per tre anni. Una certezza delle risorse che ha consentito al Comune dell’Aquila, dal 2023, di approvare i propri bilanci in anticipo rispetto alle scadenze: quest’anno, infatti, lo schema di bilancio è stato approvato dalla Giunta già nei primi giorni di ottobre. Nessuna amministrazione dovrà più andare a Roma con il cappello in mano per chiedere ciò che spetta alla città. E un progetto avviato non è un’opera finita: la Scuola nazionale dei Vigili del fuoco di Sassa ha avuto bisogno di altri 19 milioni per poter essere realizzata, il Teatro comunale che riapre a novembre di 5 milioni del ministero della Cultura per completare la ricostruzione. È la differenza tra una vicinanza raccontata e una vicinanza scritta nelle leggi”.

“Sulle partecipate il Pd chiede un rendiconto. Esiste già: è il bilancio consolidato 2025, approvato in Consiglio comunale nei giorni scorsi. Dice che il Comune e le sue società chiudono con un utile di 14,45 milioni di euro, 11,08 dei quali registrati dal Comune. Chiudono in utile Gran Sasso Acqua, Afm, il Centro servizi anziani, il Sed, il Centro turistico del Gran Sasso e la stessa Asm, cioè proprio le società su cui il segretario del Pd solleva interrogativi. Emblematico il caso del Sed, per il quale, all’insediamento dell’amministrazione Biondi, era stata prospettata la chiusura e che oggi, invece, svolge un ruolo da protagonista, in sinergia con il Comune, nel processo di transizione digitale dell’ente. Un anno fa l’opposizione scendeva in piazza con un flash mob per salvare l’Asm. Oggi che l’Asm chiude in utile, il Pd scopre che l’utile è troppo piccolo. È il gioco dell’oca dell’opposizione: qualunque numero esca, si torna alla casella di partenza”.

“Colpisce, infine, che il segretario del Pd accusi il sindaco di sottrarsi al contraddittorio proprio commentando un’intervista, cioè domande e risposte con un giornalista. Il confronto il sindaco lo pratica ogni giorno: con i cittadini, con le istituzioni, con la stampa. Noi preferiamo continuare a lavorare perché queste misure arrivino in fondo all’iter parlamentare senza perdere nulla per strada. Se il Pd vuole dare una mano, la città ne guadagnerebbe. All’Aquila serve chi porta risultati, non chi tiene il registro delle date”, conclude Scimia.