L’AQUILA – Non solo il sondaggio di Opinio sui migliori candidati per Fratelli d’Italia (Qui il link): gli aquilani, in vista delle comunali della primavera 2027 vengono in queste settimane contattati per un’altra rilevazione demoscopica, con nove possibili candidati sindaco, cinque per il centrodestra e quattro per il centrosinistra e dove a spiccare, oltre ai nomi già tutto sommato alla ribalta da tempo, è quello del 74enne Massimo Cialente, due volte deputato sindaco del Partito democratico dal 2007 al 2017, protagonista suo malgrado dei terribili anni del terremoto e dell’avvio non facile della ricostruzione della città.
Si può affermare l’ultimo esponente del centrosinistra vincente all’Aquila, prima del tracollo e dell’avvento alle elezioni del 2017 del centrodestra del 51enne Pierluigi Bondi di Fdi, e che non pochi a sinistra ricordano con nostalgia e rimpianto.
Ignota la società che sta svolgendo il sondaggio, e chi lo ha commissionato. Certo è il fatto, come testimonia più un cittadino a questa testata, che è in corso. Fonti del centrosinistra negano che loro abbiano commissionato alcunché, visto che si è ancora in alto mare per la composizione della coalizione, e sostengono che l’iniziativa parte con ogni probabilità dal campo del centrodestra.
Ai cittadini contattati, in una scala di “molto”, “abbastanza”, “poco” e “nulla” viene chiesta una valutazione sulla giunta di centrodestra del sindaco Pierluigi Biondi, la conoscenza o meno di tutti i sondaggiati, e la fiducia nei confronti di ciascuno di loro, se la posizione politica è di centro, sinistra, destra, di centrosinistra o centrodestra, il partito votato alle europee, il partito che si intende vitare alle elezioni comunali. Utilizzato il metodo delle “sfide dirette”, con la preferenza dei candidati di centrodestra e centrosinistra messi di volta in volta a confronto.
Gli altri candidati sondati sono per il centrosinistra il consigliere regionale del Pd, il 50enne Pierpaolo Pietrucci, il magistrato aquilano 57enne Fabio Picuti, attualmente sostituto procuratore generale della Cassazione, pm all’Aquila in prima linea nelle inchieste nel post terremoto, in particolare quella contro la commissione Grandi Rischi, e il 64enne Alessandro Grimaldi, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, capo dipartimento Medicina della Asl provinciale dell’Aquila, nonché presidente dell’Ordine dei Medici dell’Aquila, già segretario regionale Anaao Abruzzo, e appena riconfermato alla segreteria dell’Anaao Assomed nazionale.
Al di là di quello che sarà il responso del sondaggio, e del gradimento popolare, non va però dimenticato che su Pietrucci grava il niet dell’ala centrista del campo largo, con in testa l’ex consigliere regionale e leader de Il Passo Possibile Americo di Benedetto e dei consiglieri comunali Gianni Padovani, di 99 L’Aquila, ed Enrico Verini, appena uscito da Azione con Calenda, che è passata nel centrodestra, i quali non vogliono un candidato targato Pd, ma una figura civica e di alto profilo.
Per quello che riguarda Picuti, l’ipotesi avrebbe perso quota, tenuto conto che il magistrato, contattato e tirato per la giacchetta da Verini e Padovani, è in piena ascesa nella sua carriera, e in caso di candidatura, senza alcuna certezza di diventare sindaco, dovrebbe intanto mettersi in aspettativa senza assegni, in caso di non elezione non potrebbe essere collocatao nel territorio che lo ho visto scendere in politica, mentre in caso di elezione, al termine del mandato, non potrebbe più svolgere attività giudicanti e requirenti.
Ipotesi concreta è invece quella di Grimaldi, che ha già avuto incontri con il centrosinistra, ma per ora resta alla finestra, e si può essere certi che conditio sine qua non per una sua eventuale discesa in campo è quella di avere dalla sua una coalizione compatta e liste forti e vincenti, perché altrimenti nemmeno lui rinuncerà a cuor leggero ad una già fulgida carriera nella sanità.
E in questo scenario dunque, Cialente, che la politica ce l’ha nel sangue, diventa una opzione concreta. E questo, c’è chi maligna, perché in assenza di alternative in una classe dirigente aquilana del centrosinistra senza big e personalità di spicco, tanto vale affidarsi all’usato sicuro.
Passiamo al centrodestra, i nomi proposti alla valutazione sono quelli del 50enne Raffaele Daniele, vicesindaco di Fdi, della 58enne Fausta Bergamotto, sottosegretaria di Stato alle Imprese e al Made in Italy, in quota Fdi, del 51enne Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, della Lega, del 47enne senatore d Fdi e presidente della Commissione bilancio Guido Liris, ex assessore regionale ed ex vicesindaco, e infine per Forza Italia del 45enne Roberto Santangelo, assessore regionale al Welfare e alla Cultura e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila.
Anche qui come riferito da Abruzzoweb (QUI LINK) va evidenziato che Liris avrebbe primeggiato nel sondaggio di Opinio riservato ai papabili per Fdi, su Bergamotto, Daniele, e sul presidente della prima commissione Bilancio, Livio Vittorini e l’assessora al Turismo Ersilia Lancia.
Bergamotto, anche qui, rimane una ipotesi di scuola, visto che ha detto chiaro e tondo ai vertici nazionali che vuole proseguire la sua carriera a Roma. Stessa intenzione di Liris, assicurano fonti del suo partito, con conseguente spietata competizione all’Aquila con il sindaco Biondi, che ha già le valige pronte per il parlamento, tenuto conto che sarà arduo per non dire impossibile che una sola città possa piazzare due parlamentari in una competizione dove c’è la fila di pretendenti e pochi posti a disposizione, per Fdi 4 o massimo 5 per tutto l’Abruzzo.
L’ipotesi di Imprudente e Santangelo potrebbe poi concretizzarsi solo e soltanto se Fdi rinuncerà a favore della Lega o di Forza Italia al suo feudo aquilano, caro alla premier Giorgia Meloni, nel cui collegio è stata eletta deputata a settembre 2022, e da dove è iniziata la cavalcata trionfale di Fdi dal 4% al 30% in pochi anni, con la vittoria alle comunali di Biondi nel 2017.
Va poi considerato che Imprudente dovrebbe dimettersi da vicepresidente della Regione, dove gode della stima del presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi, ben prima della conclusione della legislatura a marzo 2029, che non è scelta da fare a cuor leggero.
Santangelo è lanciatissimo per una candidatura, anche lui, al Parlamento, ma un pensiero a palazzo Margherita potrebbe in ogni caso farlo.



