L’AQUILA – C’è maretta nel centrodestra aquilano sul tema elezioni amministrative del prossimo anno sulle quali la coalizione è ancora in alto mare e anche a corto di classe dirigente, al netto delle dichiarazioni in senso contrario, da cui attingere un candidato vincente con l’imprimatur del big per conquistare il terzo storico mandato dopo i dieci anni di Pierluigi Biondi, di Fdi.
Ad agitare le acque ci sono le lamentele del gruppo civico L’Aquila protagonista, che conta ben sette consiglieri, creatura elettorale dello stesso Biondi, che si è accresciuto numericamente nel corso della legislatura, accogliendo i transfughi dei partiti, per diventare la seconda forza in maggioranza dopo Fdi, che compreso il sindaco ha otto consiglieri.
L’Aquila protagonista si è infatti offesa per non essere stata invitata al tavolo permanente convocato dai partiti di centrodestra e insediatosi il 15 ottobre, intorno a cui siedono Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Udc e Azione, oggi rappresentati dai rispettivi coordinatori cittadini Daniela Ianni, Stefano Cappetti, Roberto Silveri, Gloria Nardecchia e Roberta Gargano.
E così i sette consiglieri di L’Aquila protagonista, Alessandro Maccarone, capogruppo, Guglielmo Santella, Laura Cococcetta, Maria Luisa Ianni, Luigi Faccia, Stefano Flamini e Manuela Tursini hanno risposto con una contro-riunione e hanno diramato una nota in cui si dice papale papale che sono pronti anche loro a mettere a disposizione della coalizione una proposta di candidatura a sindaco, “una personalità di alto profilo politico e professionale, con esperienza amministrativa”, senza ovviamente rivelare il nome.
E ancora “alle segreterie dei partiti diciamo con chiarezza che ogni ragionamento sulle prossime elezioni deve partire dai risultati conseguiti in dieci anni di amministrazione del sindaco Pierluigi Biondi, che ringraziamo per la fiducia accordata al nostro movimento politico. Prescindere dal lavoro svolto e dall’esperienza maturata in questi anni significherebbe compiere un errore politico e disperdere un patrimonio amministrativo costruito nell’interesse della città e condiviso dall’intera coalizione”.
Come a dire: ci siamo anche noi, vi piaccia o meno.
E secondo quanto si apprende da fonti politiche, Maccarone e soci minacciano anche di non votare delibere importanti in consiglio comunale se non saranno trattati con pari dignità e voce in capitolo.
In questo contesto, va evidenziato, partecipa allo scontro anche Daniele Ferella che a fine settembre ha lasciato la Lega di cui era capogruppo, iscrivendosi al gruppo misto, assieme all’assessore Laura Cucchiarella, di fatto mostrando già forte vicinanza all’Aquila protagonista.
Il centrodestra, si apprende, dal canto suo avrebbe risposto che a riunirsi sono stati i partiti di centrodestra, mentre L’Aquila protagonista è un gruppo consiliare, e non ha neppure registrato il nome. E sarebbe stato poi sottolineato che i partecipanti al tavolo sono stati chiamato discutere di programma, mentre il gruppo civico ha subito messo in ballo il candidato. Argomentazioni che non avrebbero affatto convinto quelli di L’Aquila protagonista.
Naturalmente, nessuno esce ufficialmente, a cominciare dai big, e soprattutto non si sa se i percorsi di costituzione del tavolo siano stati condivisi e “autorizzati” dal senatore Guido Liris, che ospita nella sua sede aquilana il consesso, e che controlla sia la segreteria comunale, con Ianni, che la segreteria provinciale con il sindaco di Barete Claudio Gregori.
E dallo stesso Biondi, in questi giorni a Philadelphia a presentare negli Stati Uniti L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, in una serie di appuntamenti organizzati dal Gran Caffè L’Aquila in collaborazione con il Consolato generale d’Italia. A Biondi come detto si ascrive la regia della nascita del gruppo civico, e vede come il fumo agli occhi l’attuale governance comunale e provinciale del suo partito, che fa capo all’acerrimo rivale Liris.
Biondi anche nell’ultima intervista ad Abruzzoweb (QUI IL LINK) ha di fatto ribadito che la scelta del candidato sindaco, per quanto vada condivisa, spetta a Fdi, che per L’Aquila ha una “sensibilità particolare”, e nessuno, ha aggiunto, ha mai messo in discussione ad esempio la scelta del sindaco di Pescara in capo a Forza Italia, in occasione della ricandidatura di Carlo Masci.
Inevitabile dunque il crescere della contrapposizione tra Biondi, nella partita aquilana, e gli alleati che di fatto non ci stanno a subire diktat in tal senso dal partito di Giorgia Meloni, ovvero la Lega, da cui Biondi è stato accusato anche seppure dietro le quinte, di aver “pilotato” l’addio di Ferella e Cucchiarella. E Forza Italia, alla luce della contrapposizione con l’assessore regionale e presidente del consiglio comunale Roberto Santangelo, meno nota, ma altrettanto esplosiva rispetto quella con Liris.
Chiaro segnale in tal senso i toni critici usati contro la gestione Biondi da Santangelo e i suoi nella convention del 10 ottobre alla Sala Baiocco, con cui Forza Italia ha aperto la campagna elettorale per le amministrative, mettendo subito in chiaro che prima viene il programma e poi il nome del candidato, per il quale gli azzurri hanno nomi forti da proporre, e argomentando che in città, in termini di consenso elettorale, Fi e Fdi sono sostanzialmente alla pari.






