PESCARA – “C’è una differenza enorme tra chi denuncia un problema perché vuole che venga risolto e chi, invece di affrontarlo, prova a delegittimare chi lo porta alla luce. Nella vicenda dei farmaci mancanti e salvavita nelle strutture della ASL Lanciano-Vasto-Chieti, questa differenza è diventata plastica ed evidente”.
È quanto hanno sottolineato il consigliere regionale Antonio Di Marco e il capogruppo del PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci, che in conferenza stampa hanno annunciato l’intenzione di fornire alla Procura anche gli atti di tutte le segnalazioni raccolte e denunciate a mezzo stampa negli ultimi due anni e quando i primi casi si sono manifestati, lasciando senza cure malati gravi e soggetti fragili.
“Dopo gli ultimi avvenimenti e la chiusura delle indagini preliminari, è assolutamente necessario che il quadro venga completato e si vada a fondo a una situazione che ha creato disagi e difficoltà a tantissimi malati – rimarcano – . Pronti a consegnare i documenti e le segnalazioni in nostro possesso alla Procura, perché vengano chiarite anche altre situazioni”.
“Dispositivi, farmaci anche oncologici, rimozione anche del secondo farmacista ospedaliero che aveva segnalato per tempo anomalie e vulnus del rifornimento che provocò la carenza in più casi – dichiara Antonio Di Marco – : “Marsilio difese un sistema che non tutelava i pazienti, ora chieda scusa a loro e ai familiari che, lo scorso anno, non sono stati creduti e nemmeno ascoltati nelle loro disperate richieste, come sarebbe stato doveroso e sacro da parte di chi governa una Regione. È fondamentale che la Procura prosegua con determinazione le indagini per fare piena luce sulla vicenda e accertare ogni singola responsabilità. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare affinché si arrivi alla verità, non soltanto per la ASL di Chieti, ma attraverso verifiche rigorose che devono coinvolgere anche le altre ASL abruzzesi”.
“Si tratta di una battaglia civile e sacrosanta – incalza il capogruppo Silvio Paolucci – perché in Abruzzo sempre più persone rinunciano a curarsi, ma chi ha patologie gravi e percorsi terapeutici dedicati non può in alcun modo trovarsi in questa condizione di abbandono. Siamo pronti a mettere a disposizione della Magistratura tutta la documentazione raccolta attraverso le segnalazioni dei cittadini, per chiarire procedure e condotte che dall’inchiesta mostrano evidenti lacune e criticità. Per questo ringraziamo gli inquirenti perché stanno facendo chiarezza per far affiorare tutta la drammaticità di una governance discutibile di cui i casi sotto la lente sono solo la punta dell’iceberg”.
I due esponenti dem hanno ripercorso l’atteggiamento tenuto dai vertici della Regione fin dall’inizio della vicenda. Da quando, nel 2024, sono emerse le prime denunce sulle carenze di medicinali e dispositivi sanitari, il PD ha chiesto chiarimenti, acquisito atti e portato il caso in Consiglio e in Commissione Vigilanza con Di Marco, mentre Paolucci denunciava le responsabilità di una gestione condizionata unicamente dalla necessità di tagliare i costi.
“La risposta di Marsilio non è stata quella di ringraziare chi chiedeva verifiche e di garantire ai pazienti che nessuno sarebbe rimasto senza cure – concludono Di Marco e Paolucci –. Al contrario, ha preferito il silenzio di fronte a un’attività di garanzia per i malati, invece, mesi fa, preferì negare animatamente anche l’evidenza che oggi affiora ai fatti, accusare l’opposizione di strumentalizzazione e lanciare attacchi personali parlando di “sciacalli” e campagne calunniose. Oggi le indagini descrivono una realtà del tutto diversa da quella difesa da lui allora e smentiscono categoricamente quelle rassicurazioni. Marsilio chieda scusa ai malati, alle loro famiglie e a tutti gli abruzzesi per non aver garantito una posizione di tutela e garanzia verso chi soffre che è quella che chi governa una regione con i problemi che ha l’Abruzzo, dovrebbe invece avere”.






