ROMA – Il morbillo torna a essere un problema per la sanità pubblica italiana e il Ministero della Salute richiama le Regioni a rafforzare sorveglianza, vaccinazioni e recupero dei non immunizzati. La circolare dedicata all’analisi epidemiologica degli anni 2024-2026 e alle raccomandazioni operative scatta una fotografia nella quale il virus continua a circolare e le coperture vaccinali restano sotto la soglia necessaria per interromperne la trasmissione.

Il dato più netto riguarda la seconda dose. Nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma ha raggiunto il 95% di copertura, il livello che il Ministero indica, richiamando gli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità, come necessario con due dosi per interrompere la catena di trasmissione e garantire l’immunità di comunità nelle coorti target. La media nazionale si è fermata all’84,45%. L’Abruzzo è al’84,2%

Sulla prima dose il quadro è meno drammatico ma non rassicurante. La media italiana è del 94,77%, appena sotto la soglia, e diverse Regioni l’hanno superata: Lombardia (98,10%), Molise (98,11%), Emilia-Romagna (97,47%), Toscana (97,23%), Abruzzo (95,66%), Umbria (95,61%), Lazio (95,60%), Provincia autonoma di Trento (95,65%), Veneto (95,32%) e Basilicata (95,15%). Restano indietro Sicilia (87,98%), Provincia autonoma di Bolzano (90,22%), Marche (91,56%), Sardegna (92,41%), Calabria (92,60%), Liguria (93,10%), Valle d’Aosta (93,65%), Campania (93,74%) e Puglia (94,02%).

È sulla seconda dose, però, che le differenze territoriali diventano imbarazzanti. La copertura arriva al 93,92% in Lombardia e al 94,30% in Umbria, ma precipita al 73,69% nella Provincia autonoma di Bolzano, al 71,89% in Campania e al 67,88% in Sicilia. Lazio e Calabria si fermano rispettivamente al 77,81% e al 76,80%. Il Veneto è all’89,80%, il Piemonte al 90,13%, l’Emilia-Romagna al 91,27% e la Toscana al 90,16%.

“Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo”. Solo in Liguria si sono registrati “12 casi negli ultimi 20 giorni”, con “4 ricoverati qua al Policlinico San Martino” di Genova per “complicanze polmonari, neurologiche, epatiche”. Si tratta di “un focolaio epidemico senza precedenti in questa regione”, che riflette però un problema più diffuso: “Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia”.

Lancia l’allarme in un video sui suoi profili social Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs San Martino, nelle ore in cui il ministero della Salute alza la guardia con una circolare che invita a potenziare i sistemi di sorveglianza .

I numeri “portano evidentemente l’attenzione su questa malattia che è tutt’altro che una malattia banale”, avverte Bassetti. “Il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima”, incalza. “In generale in tutto il mondo – prosegue l’infettivologo – il morbillo sta circolando moltissimo. Perché? Perché le persone non si sono vaccinate. Ci sono quelli che sono nati negli anni ’80-90 che non hanno fatto la vaccinazione, e purtroppo ci sono molti bambini che non hanno fatto la vaccinazione, nonostante sia obbligatoria”, osserva il medico. “Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente”.

Un appello a vaccinarsi arriva anche dala presidente dell’ordine dei medici di Chieti, Lucilla Gagliardi, invita le famiglie a prestare la massima attenzione al rispetto del calendario vaccinale in età pediatrica e ai richiami previsti prima dell’ingresso a scuola.

“Nei primi cinque mesi del 2026 – spiega – in Italia sono stati confermati 472 casi di morbillo, con un aumento consistente rispetto al 2025, quando i casi confermati erano 322. Si tratta di numeri che confermano quanto sia importante non abbassare la guardia, soprattutto per i bambini e per i soggetti più fragili”.

La presidente dell’ordine sottolinea come la prevenzione vaccinale resti lo strumento più efficace per ridurre la circolazione del virus e proteggere non solo il singolo bambino, ma anche l’intera comunità scolastica.

“Il dato più significativo – aggiunge – è che oltre il 90% dei contagi si è verificato in persone non vaccinate, mentre quasi il 6% in soggetti che avevano ricevuto una sola dose. Questo dimostra con chiarezza l’importanza di completare il ciclo vaccinale previsto”.

L’appello è rivolto alle famiglie, ma anche ai pediatri, chiamati a un ruolo decisivo di orientamento e accompagnamento: “I genitori devono controllare con attenzione il libretto vaccinale dei figli, verificare eventuali ritardi e confrontarsi con il pediatra o con i servizi vaccinali della Asl. Allo stesso tempo, i pediatri sono un presidio fondamentale per spiegare, rassicurare e favorire scelte consapevoli. La scuola deve essere un luogo sicuro per tutti. Proteggere i bambini con le vaccinazioni previste in età pediatrica significa tutelare la loro salute e quella dell’intera comunità”. conclude.

Interviene anche il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano.

“Il morbillo non è una malattia infantile innocua e non appartiene al passato. È uno dei virus più contagiosi che conosciamo e può provocare complicanze importanti, soprattutto negli adulti, nei bambini più piccoli e nelle persone fragili. Nei primi mesi del 2026 le segnalazioni sono aumentate nettamente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e la fascia più coinvolta non è soltanto quella pediatrica: una quota importante dei casi riguarda adolescenti e giovani adulti, un dato preoccupante. Il problema riguarda in particolare una generazione di adulti che spesso non conosce con precisione il proprio stato vaccinale. Alcuni possono aver ricevuto una sola dose, altri non ricordano se siano stati vaccinati o abbiano avuto la malattia. Il messaggio oggi deve essere molto semplice: controllare il proprio libretto vaccinale”.