L’AQUILA – “Questa sera non si celebrano i risultati, ma il valore dell’esempio di donne forti e coraggiose che attraverso le loro storie hanno tracciato percorsi solidi contribuendo a costruire una società più consapevole, equa e capace di immaginare il futuro”.

Nelle parole cariche di emozione del presidente Gianni Padovani, il senso del Premio nazionale Donna, organizzato della onlus Antonio Padovani, giunto quest’anno all’ottava edizione, dal titolo “Trame di futuro: la cultura al femminile come visione eredità e trasformazione”.

La premiazione si è tenuta nel pomeriggio nella splendida cornice di Casale Signorini, all’Aquila. Il Premio celebra figure femminili che, nei diversi ambiti della cultura, dell’arte, delle istituzioni, della giustizia e dell’informazione, intrecciano ogni giorno competenze, valori e visione, contribuendo a costruire una società più consapevole, equa e capace di immaginare il futuro.

Quattro le premiate a cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento: Susanna Iacona Salafia, direttrice dell’Istituto italiano di Cultura di Abu Dhabi, Annalisa Imparato, magistrata e sostituto procuratore della Repubblica, Rita Lofano, giornalista e direttrice responsabile dell’Agi, Ariadne Caccavale, critica e curatrice d’arte nazionale e internazionale.

Una manifestazione consolidata e molto attesa per l’alta valenza culturale, alla quale hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni, a partire, tra gli altri, dal sottosegretario di Stato al Masaf, l’aquilano Luigi D’Eramo, a portare i saluti del sindaco Pierluigi Biondi, la consigliera comunale Laura Cococcetta, e ancora presenti i consiglieri comunali Stefania Pezzopane, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Lorenzo Rotellini, Enrico Verini, il sindaco di Barete e segretario provinciale di FdI Claudio Gregori. Ha portato il saluto dell’Ordine dei giornalisti il consigliere Stefano Dascoli, responsablie della Redazione aquilane de Il Centro.

L’evento, moderato dalla giornalista e scrittrice, Monica Pelliccione, si è aperto con i saluti istituzionali delle autorità presenti e con l’introduzione di Gianni Padovani.

Nel corso della serata, che si è conclusa con una cena di gala, è stato presentato anche l’ultimo libro della giornalista Pelliccione “Vi racconto L’Aquila” (Masciulli Edizioni).

Nel corso del suo intervento, Susanna Iacona Salafia, arrivata direttamente da Abu Dhabi, ha spiegato: “Il nostro compito è quello di aiutare la cultura italiana a esportarsi. C’è una grande comunità di 30mila italiani negli Emirati, che sono un microcosmo in cui convivono oltre 200 nazionalità diverse, una convivenza integrata, un luogo in cui si lavora e si vive insieme per la crescita globale. A dispetto di quello che si crede, c’è una forte politica nazionale di empowerment femminile, una presenza che viene sempre più stimolata anche nei livelli apicali”.

Ha aggiunto Annalisa Imparato: “La magistratura è donna, ma sono poche quelle che raggiungono ruoli apicali. Il vero tema, infatti, è quante riescono a fare carriera, perché troppo spesso sono costrette a fare delle scelte”. Poi raccontando un aneddoto che l’ha vista protagonista: “Ho sostenuto il sì al referendum costituzionale, questo mi ha portato a ritrovarmi in una situazione diversa rispetto alla maggioranza dei miei colleghi. Quando la loro gioia li ha portati a festeggiare con un coretto in una sede istituzionale, insieme a “Bella ciao” hanno cantato anche “chi non salta Imparato è”. Io però in quel momento mi sono sentita ancora più forte, non ho mai avuto paura di metterci la faccia”.

E poi ancora Rita Lofano: “Bisogna sempre sacrificare qualcosa nella vita. Ero negli Usa quando sono stata richiamata dall’agenzia si stampa, ho dovuto lasciare metà della mia famiglia ma ci sono momenti in cui bisogna scegliere. Il mio sogno era fare la corrispondente dagli Usa, sono sempre stata appassionata di politica americana. Speranza e ambizione sono sacrosante, dobbiamo tutti puntare a soddisfare i nostri obiettivi. Per le donne spesso ci vuole quasi un ‘allineamento di pianeti’, ma l’importante è farsi trovare pronte e preparate”. E sul presidente Donald Trump: “è cambiato molto rispetto alla prima elezione, sicuramente ha dato una scossa all’Ue, anche un po’ svegliandola forse, ma credo sia un prodotto della contemporaneità. Viene dato per pazzo, ma questa è una strategia politica, al di là di come là si pensi, non parla mai a caso”.

Ha raccontato Ariadne Caccavale: “L’arte ha sempre fatto parte di me, a partire dal liceo: lo studio della storia dell’arte mi ha sempre coinvolto, l’ho sempre vista come un potente mezzo di comunicazione. Il mio obiettivo oggi è valorizzare gli artisti emergenti, proponendo eventi e momenti di condivisione. L’artista deve affidarsi a professionisti, credere in se stesso e farsi aiutare. Il nostro obiettivo è quello di democratizzare l’arte contemporanea. Perché l’arte è comunicazione, un messaggio che deve essere percepito da tutti”. Quindi un messaggio alle donne: “mettere da parte il timore, credere nel loro messaggio potente. Ogni donna dovrebbe fare un atto di coraggio, anche mettersi a nudo per veicolare messaggi forti”.

Ha detto Padovani: “Ci sono storie che non si limitano ad essere raccontate: diventano visione. Ci sono esperienze che, intrecciandosi con il tempo, si trasformano in eredità ispirando nuove generazioni e aprendo a percorsi di cambiamento. E ci sono donne che, con il loto talento, il loro impegno e la capacità di immaginare il domani, tessono ogni giorno le trame del futuro. Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno del Premio Donna racchiude un significato profondo: ogni esperienza, ogni gesto, ogni conquista rappresenta un filo che si intreccia con quello di altre donne, dando vita ad una trama fatta di cultura, conoscenza, responsabilità, creatività e partecipazione”.

Ha aggiunto Pelliccione: “La scelta delle quattro premiate dell’edizione 2026 del Premio nazionale Donna, tutte di altissimo profilo, riconosce il talento e il valore di donne protagoniste del cambiamento e celebra il loro contributo alla costruzione di un futuro più equo, solidale, umano, inclusivo e sostenibile. Un evento dedicato a chi crede che il futuro si costruisca intrecciando competenze, valori, cultura e visione. Perche’ ogni storia può diventare ispirazione e ogni donna può lasciare un segno tangibile capace di attraversare il tempo. Per trasformare il mondo occorre coraggio: lo sanno bene le donne che, con dinamismo e intraprendenza, diventano portatrici di cambiamento, che contribuiscono a rigenerare il tessuto civile operando un cambiamento radicale nel paradigma culturale che, in passato, le ha di frequente relegate a ruoli marginali.

 

Ecco i profili delle delle donne premiate:

SUSANNA IACONA SALAFIA: docente di lingue e cultura italiana presso l’Università di Giordania di Amman (2016-2022); referente per la lingua italiana in Giordania nell’Ambasciata italiana (2016-2022); funzionaria ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), area promozione culturale presso l’Ufficio Unesco a Roma e attualmente direttrice dell’Istituto italiano di Cultura di Abu Dhabi, sede della rete diplomatica del Maeci e del Sistema Italia negli EAU.

ANNALISA IMPARATO: magistrato e sostituto procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua Vetere. Si e’ occupata a lungo di contrasto alla violenza di genere. Giurista di professione, studiosa di geopolitica e relazioni internazionali, e’ considerata tra i maggiori esperti in Italia nell’analisi dei fenomeni geopolitici internazionali. Nel 2024 e’ stata nominata “Consulente per la formazione della Difesa”, la prima volta per un magistrato, nonche’ per una donna.

RITA LOFANO: giornalista professionista italiana e direttore responsabile dell’agenzia di stampa AGI, ha assunto la guida dell’Agenzia Giornalistica Italia nel marzo 2023 dopo una lunga carriera internazionale, che include oltre un decennio come corrispondente dagli Stati Uniti. Ha seguito, in prima persona, ben quattro tornate di elezioni presidenziali americane ed  eventi di portata storica come l’elezione di Barack Obama, quella di Donald Trump, il crollo di Wall Street e la conquista di Chrysler da parte di Fiat. La sua carriera, costruita tra Italia e Stati Uniti, si distingue per competenza, dedizione e una forte attenzione ai temi internazionali.

ARIADNE CACCAVALE: storica dell’arte e curatrice di mostre contemporanee in Italia e a livello internazionale, collabora stabilmente con importanti case editrici e organizzazioni artistiche, come la società Start Group, per la promozione di artisti emergenti e maestri storicizzati. Organizza esposizioni di rilievo in sedi istituzionali e gallerie di prestigio in tutta Italia, tra cui Palazzo Venezia a Roma e la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Firma saggi, recensioni e approfondimenti per cataloghi d’arte e mostre personali.