L’AQUILA – Terremoto in Azione, il partito di Carlo Calenda: dopo l’ingresso benedetto dai vertici regionali, di Fabio Frullo, dall’Udc, componente della maggioranza di centrodestra di Pierluigi Biondi di Fdi, vanno via sbattendo la porta Angelo Mancini e Mauro Fattore, oramai ex segretari comunale e provinciale di Azione e Roberta Dell’Aguzzo, oramai ex direzione regionale Azione e candidata alle ultime elezioni regionali con il centrosinistra.
Era già andato via da Azione il consigliere comunale Enrico Verini, anche lui contrario alla svolta a destra.
“Noi non pensiamo che si possa stare un po’ di qua, un po’ di là e, soprattutto, quando abbiamo aderito, lo abbiamo fatto perché all’epoca tutto lasciava intendere che Azione avrebbe potuto rivestire un ruolo moderato nella coalizione di centrosinistra da cui, come ricordato, lo stesso Calenda proviene. Invece oggi vediamo un partito che in qualche misura ci ricorda l’Udeur di Mastella; qualcosa di molto lontano dall’idea originale e totalmente inaccettabile per tutti noi”, commentano i fuoriusciti.
LA NOTA
Abbiamo avuto notizia ieri della conferenza stampa in cui,i dirigenti regionali del partito, hanno presentato l’adesione del Consigliere Frullo, eletto con Biondi alle scorse amministrative e oggi transitato nel partito di Azione.
Crediamo che, più di ogni parola, questo materializzi con chiarezza agli occhi di tutti che il partito, un tempo riformista e nato da Calenda, ex ministro del PD, oggi stia volgendo verso una componente di destra, soprattutto in Abruzzo.
A Pescara si è espresso per Masci, sindaco di centrodestra. A Teramo ha appoggiato il candidato di centrodestra. All’Aquila oggi entra ufficialmente nella maggioranza di Biondi. A livello nazionale domenica ha appoggiato i candidati di centrodestra di Venezia e di Reggio Calabria.
Scelte legittime ma che noi non condividiamo come non condividiamo la poca chiarezza delle posizioni, ricordando che alle ultime regionali il partito ha invece appoggiato il candidato D’Amico, di centrosinistra.
Noi non pensiamo che si possa stare un po’ di qua, un po’ di là e, soprattutto, quando abbiamo aderito, lo abbiamo fatto perchè all’epoca tutto lasciava intendere che Azione avrebbe potuto rivestire un ruolo moderato nella coalizione di centrosinistra da cui, come ricordato, lo stesso Calenda proviene.
Invece oggi vediamo un partito che in qualche misura ci ricorda l’Udeur di Mastella; qualcosa di molto lontano dall’idea originale e totalmente inaccettabile per tutti noi.
Per questi motivi ci teniamo a far sapere alla città che condividiamo pienamente la decisione del Consigliere Enrico Verini che ha giustamente preferito la coerenza alla prospettiva di entrare nella maggioranza di Biondi, contro cui si era candidato ed era stato eletto e che resta correttamente dove gli elettori lo hanno collocato, all’opposizione, esercitando un ruolo con impegno e serietà.
Avevamo dunque capito da tempo questa virata a destra e già dall’inizio dell’anno il ruolo di segretario provinciale è vacante, proprio perché non condividiamo questa svolta; continueremo, tutti insieme (perchè praticamente tutto il gruppo la pensa come noi), a contribuire ad una proposta per L’Aquila che sia alternativa alle destre.
Tutto questo non per ideologia pura, ma perché abbiamo una idea della città diversa rispetto a questa che viviamo; una città più viva, governata con meno prepotenza, in cui non ci si svegli una mattina, come è purtroppo capitato, e ci si ritrovi di fronte ad una orrenda pensilina in piazza, imposta senza discussione a tutti.
Una città che non abbia le tasse e le imposte locali più alte d’Italia con una marea di immobili vuoti in centro perché mancano i servizi e in una città senza servizi la gente non torna.
Una città con qualche scuola e parcheggi interrati in centro, in cui gli appalti non vedano sempre gli stessi vincitori; in cui le assunzioni non si facciano attingendo da graduatorie di concorsi pubblici dei comuni vicini, dove le commissioni di esame sono sempre composte dagli alti dirigenti del Comune dell’Aquila, sempre gli stessi, sempre loro…
Una città normale, in definitiva; in cui un ragazzo o una ragazza che non abbiano padrini politici, possano con merito concorrere a trovare un lavoro e non siano costretti a lasciare posti e affetti, perché le loro prospettive sono chiuse dai meccanismi odiosi che abbiamo descritto.
Una città più equa, pacifica, meritocratica e serena, in definitiva. Ci tenevamo a dirlo pubblicamente.





