AVEZZANO – “Avezzano va avanti. C’è chi inaugura scuole, riqualifica quartieri, investe sul sociale e sulla cultura. E c’è chi, invece, sembra rimasto fermo al vecchio copione: comunicati rabbiosi, attacchi quotidiani, polemiche automatiche contro tutto e contro tutti. La coalizione Verrecchia-De Angelis, riesumata più per necessità personali che per convinzione politica, torna a occupare la scena con l’ingrediente che la città sperava di aver dimenticato: lo scontro permanente”.

È quanto si legge in una nota della coalizione guidata dal ricandidato a sindaco Giovanni Di Pangrazio, sostenuto da 7 liste civiche e 3 dei partiti Lega, Udc e Azione Politica.

Nella nota (alla quale è stata allegata la foto) si fa riferimento al capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, anche lui in corsa, e Gabriele De Angelis, coordinatore provinciale di Forza Italia, nonché presidente della società del trasporto unico abruzzese Tua, entrambi a sostegno del candidato a sindaco Alessio Cesareo, ex questore, a capo della coalizione di centrodestra.

Di seguito la nota completa.

 

“Da settimane il copione è identico. Ogni iniziativa dell’amministrazione guidata da Giovanni Di Pangrazio viene colpita a prescindere: Chiusa Resta, San Pio X, opere pubbliche, interventi urbani. Nessuna proposta alternativa. Nessuna idea per la città. Solo una pioggia di comunicati polemici con la necessità di alimentare rumore e tensione, nel tentativo di riportare Avezzano dentro quel clima avvelenato che i cittadini ricordano fin troppo bene.

Perché la memoria, ad Avezzano, non è un dettaglio.

Gli stessi protagonisti che oggi si presentano come alleati sono quelli che fino a ieri si colpivano senza esclusione di colpi. Massimo Verrecchia definiva pubblicamente Gabriele De Angelis “il peggior sindaco della storia di Avezzano” e lavorava, tra uno sgambetto e l’altro, per farlo cadere. De Angelis, a sua volta, accusava Verrecchia di essere un “maleducatissimo signore transitato da destra a sinistra”, facendo aggiungere dai suoi che la città non ricordava una sola opera pubblica realizzata dall’esponente con cui era ai ferri corti.

Parole pesanti (e non sono le peggiori!). Pubbliche e chiarissime.

Eppure, oggi si chiede agli avezzanesi di cancellare tutto: mesi di accuse reciproche, guerre intestine, regolamenti di conti culminate nella sfiducia e nel commissariamento della comune. Una stagione che paralizzò la città e di cui i cittadini pagarono il prezzo, anche economicamente.

Quello era il loro modello amministrativo.

Un modello fatto di risse politiche, personalismi e instabilità. Lo stesso clima che oggi qualcuno tenta di ricostruire attraverso esposti, attacchi sistematici, illazioni e polemiche quotidiane.

Ma nel frattempo Avezzano è cambiata.

Nel mandato l’amministrazione Di Pangrazio ha rimesso in moto la macchina comunale dopo i mesi difficili del Covid. Sono state inaugurate opere pubbliche, realizzate scuole moderne e funzionali, avviati investimenti sul sociale, sulla cultura e sulla riqualificazione urbana, costruito un modello di rapporti con i livelli di governo basato sulla competenza, perché i fondi intercettati si sono presi con i progetti e la competenza del sindaco e della squadra, uffici compresi.

Negli ultimi tre anni abbiamo inaugurato un’opera al mese, altro che spot elettorali!!!

I fatti, alla lunga, pesano più delle polemiche.

Ed è forse proprio questo che infastidisce chi continua a vivere di conflitto permanente: vedere una città che cresce senza nostalgia per quella stagione di caos politico, veleni e guerre interne che Avezzano ha già conosciuto e che non ha alcuna intenzione di rivivere”.