AVEZZANO – “Dispiace davvero che il candidato a sindaco Alessio Cesareo invece del confronto di idee e dei programmi abbia scelto la strada, senza successo e con un buco dell’acqua, dei colpi bassi. Per me la politica è altra cosa, ed ora auspico che la campagna elettorale torni sui giusti binari”.

Così Antonio del Boccio, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Avezzano e ricandidato alle elezioni del 24 e 25 maggio con il carroccio e nella coalizione del ricandidato sindaco uscente Giovanni di Pangrazio, riferendosi a quanto accaduto in Consiglio comunale venerdì sera, dove è stato bocciato l’esposto presentato dal candidato a sindaco del centrodestra, l’ex questore Alessio Cesareo, inviato allo stesso Comune e alla Provincia dell’Aquila, sulla presunta incompatibilità dello stesso Del Boccio, che come professione è capitano della polizia provinciale.

A votare favorevolmente alla regolare situazione di Del Boccio “perché è un funzionario e non un dirigente”, la maggioranza compatta, significativo il fatto che nelle opposizioni di centrodestra si sono astenuti due consiglieri, Nello Simonelli ed Ernesto Fracassi, e con gli altri della minoranza usciti dall’aula e comunque senza interventi critici sul punto all’ordine del giorno.

“Non voglio girarci intorno: è stato un colpo basso – ribadisce Del Boccio – , ben lontano da quello che per me dovrebbe essere la dialettica politica, intesa come un confronto di idee, di progetti e di programmi. Non è bello che un candidato a sindaco abbia fatto un esposto sulla mia candidabilità ed eventuale eleggibilità senza nemmeno una base giuridica solida. Avrebbe forse fatto meglio ad informarsi prima, collegandosi semplicemente sui siti internet istituzionali per avere contezza che tra l’essere un dirigente, oppure, come io sono, un istruttore direttivo di vigilanza, c’è una bella differenza, e solo nel primo caso si potrebbe configurare l’incompatibilità, non certo nel secondo caso”.

Quello che del resto ha certificato anche la Provincia su richiesta del segretario generale, Gianpiero Attili.

“Il Consiglio ha confermato l’assoluta trasparenza e correttezza del mio operato e delle mie scelte, e non poteva essere altrimenti, dunque sorge il sospetto che l’azione sia nata solo con l’intenzione di far male alle persone, di andare sul personale e spero che sia stato davvero l’ultimo colpo basso”.

Del Boccio conclude con un appello: “Spero che adesso la campagna elettorale si metta sui binari giusti, quello del confronto, quello delle idee. Sono stato abituato, cresciuto ed educato ad avere rispetto di tutti, delle idee di tutti, dei comportamenti legittimi e legali di tutti. Questa è stata la mia formazione sia familiare, sia politica che professionale”.