L’AQUILA – Una data cruciale da segnare sul calendario per il destino della sanità abruzzese, alle prese con un pesante deficit: è quella di domani martedì 24 marzo, quando si riunirà nuovamente il Tavolo di Monitoraggio interministeriale a Roma.
E in quella sede la Regione Abruzzo, con il direttore di dipartimento Sanità Camillo Odio – la porta resta chiusa ai politici – dovrà dare risposta alle obiezioni sollevate al Piano operativo presentato a fine gennaio per abbattere il deficit, entro il 2028 e a tappe forzate. Debito al 2025 calcolato intorno ai 100 milioni di euro, dopo i 103 milioni macinati del 2024. Un salasso che ha già imposto l’aumento delle tasse e tagli al bilancio regionale.
Uno dei passaggi più delicati, un momento della verità dunque, per il centrodestra al secondo mandato di Marco Marsilio, di Fdi, e dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. In ogni caso le prescrizioni del Tavolo saranno tassative, ecco perché l’opposizione del campo largo, in particolare con il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, parla di sostanziale commissariamento della sanità abruzzese.
Il clima che si respira alla vigilia è comunque di ottimismo, e si prevede che ci sarà la richiesta di ulteriori modifiche prima dell’ok definitivo.
Il Tavolo aveva chiesto chiarimenti sui calcoli fatti sulle entrate da cui risulta poi il piano di abbattimento del deficit entro il 2028, con l’ipotesi di una sovrastima. E ancora di accelerare sull’individuazione dei due ospedali di secondo livello, quelli con tutte le specialità, i “grandi assenti” della nuova rete ospedaliera, approvata a fine 2024, che va anche essa messa a terra, eliminando discipline e reparti in esubero messa a punto dall’Asr diretta da Pierluigi Cosenza, ora andato in pensione e sostituito dall’ex sindaco di Teramo di Forza Italia e direttore sanitario della Asl teramana Maurizio Brucchi.
Altra prescrizione riguarda poi l’accelerazione sulla realizzazione, “in grave ritardo”, degli Ospedali e Case di Comunità, visto che il termine ultimo per spendere i fondi del Pnrr è il 31 marzo prossimo.
Il Tavolo aveva espresso dubbi sulla istituzione della “Asl zero” in aggiunta alle quattro Asl, nel ruolo di coordinamento, centralizzazione delle funzioni amministrative e degli acquisti, che rischia di diventare un nuovo centro di costo.
Il Tavolo ha poi evidenziato “l’assenza di un quadro aggiornato degli incarichi di consulenza e assistenza tecnica esterna”, nonché di “una mappatura completa alle figure professionali coinvolte”.
Il Tavolo ha osservato che “nel 2024, come anche negli anni precedenti, la Regione presenta una spesa relativa al personale superiore alla media italiana con una composizione dei ruoli molto differente”, ed è necessario un approfondimento sulla “produttività del personale impiegato” e in tal senso “è necessario integrare il piano operativo con uno specifico intervento”. f.t.