L’AQUILA – Colpo di scena nel delitto di via Fortebraccio all’Aquila nel quale perse la vita, dopo essere stato rapinato e picchiato il 22 marzo di due anni fa, il 52enne Teodoro Ullasci: i due imputati di omicidio preterintenzionale, Carlos Omar Morales, 25enne di origini cubane, e Alexandru Dumitru Balan, 38 anni, di nazionalità romena, sono stati assolti dal reato più grave “perché il fatto non sussiste”.
Inflitte invece pene per rapina e lesioni, che per Morales è di sei anni e 1.500 euro di multa, mentre per Balan è di cinque anni, dieci mesi e 1.300 di multa anche per non aver osservato il foglio di via. In primo grado erano stati condannati a 12 anni.
Del resto lo stesso pg, Alessandro Mancini, aveva chiesto che il reato di omicidio non fosse contestato sulla scorta di quanto ribadito oggi dai periti. Le motivazioni si conosceranno il 15 maggio.
Un episodio grave che ha profondamente scosso la città, visto che mai un omicidio si era verificato in centro storico, generando sconcerto e insicurezza, percezione sempre più avvertita quando si cammina nel cuore del capoluogo a pochi metri da Corso Vittorio Emanuele o dalla basilica di San Bernardino.
Alla base della sentenza della Corte di assise di appello dell’Aquila, presieduta da Alfonso Grimaldi, c’è di certo l’esito di una perizia chiesta e ottenuta in secondo grado per la quale “la causa prossima della morte di Teodoro Ullasci è identificabile in fibrillazione ventricolare da ischemia acuta del miocardio. I fattori causali che hanno determinato la morte, che sarebbe avvenuta a prescindere dalla condotta violenta, secondo un giudizio di alta probabilità logica sono identificabili in miocardiopatia dilatativa secondaria a cronica assunzione di alcol e cocaina e intossicazione di cocaina in concentrazione al limite superiore del range di concentrazione letale della sostanza”.
La rapina fu messa a segno quando la vittima era ancora agonizzante. Con Carlos Omar Morales – difeso dall’avvocato Giulio Agnelli – che in quell’occasione colpì la vittima una prima volta con un calcio all’altezza dell’addome, poi con un pugno in pieno volto, prima che quest’ultima crollasse a terra esanime. Il tutto mentre l’altro imputato, Alexandru Dumitru Balan, difeso dall’avvocato Giulio Michele Lazzaro, raccoglieva una pietra senza però scagliarla contro il 52enne, una volta appurato come ormai non ce ne fosse bisogno. Quindi la rapina, con i due che si avventano sulla vittima per frugargli nelle tasche, sottraendogli così portafogli e telefonino, per poi allontanarsi in fretta.
Dopo la lettura delle motivazioni si vedrà se la Procura generale impugnerà la sentenza in Cassazione.





