L’AQUILA – La difesa dei due stranieri condannati per il delitto di via Fortebraccio all’Aquila ipotizza che la morte di Teodoro Ullasci potrebbe essere stata causata da malesseri, non necessariamente riconducibili al pestaggio.

Per questa ragione la Corte di Assise di Appello del capoluogo di regione, presieduta dal giudice Alfonso Grimaldi, ha disposto una perizia per fugare i dubbi nel processo di oggi.

La perizia verrà affidata al professor Adriano Tagliabracci nell’ udienza del 20 novembre.

“Si precisi”, questo è il quesito essenziale, “se l’evento morte con elevato grado di credibilità razionale, sarebbe intervenuto a prescindere dalla condotta violenta subita dalla vittima, calci e pugni, e se si rivelino fattori causali diversi a prescindere dal fatto traumatico”.

Il processo di primo grado si era chiuso con due condanne a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale e concorso in rapina a carico del cubano Carlos Omar Morales e del romeno Alexandru Dumitru Balan, i due giovani accusati della morte del sardo Teodoro Ullasci, che aveva 52 anni.

L’uomo, il 24 marzo di 2 anni fa, è stato trovato senza vita in via Fortebraccio, nel centro storico dell’Aquila, nei pressi della strada che porta alla sede delle suore Micarelli.

Entrambi sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e saranno interdetti legalmente durante l’esecuzione della pena salvo future decisioni dei giudici di appello. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Giulio Michele Lazzaro e Giulio Agnelli.

Ecco le contestazioni mosse nel capo di imputazione: “Morales Carlos Omar stava dialogando con la persona offesa assieme a Balan Alexandru Dumitru, la cui presenza contribuiva a rafforzare i suoi criminosi, quando, all’improvviso, ha sferrato all’indirizzo dell’Ullasci un forte calcio che  all’altezza dell’addome, seguito, immediatemente dopo, da violento pugno, sferrato con la mano destra, che raggiungeva la persona offesa in pieno volto, facendolo stramazzare al suolo esamine; nel frattempo Balan ha raccolto  una pietra da terra, avvicinandosi repentinamente a Ullasci  mentre la stringeva in mano, con l’evidente intento di colpirlo con essa, desistendo  resosi conto che non era necessario in quanto la persona offesa rimaneva immobile; dopo che Ullasci  era rovinato al suolo, entrambi gli imputati  si sono avventati  su di lui, frugando nelle tasche dei suoi abiti e prendendo un portafogli contenente un quantitativo imprecisato di denaro e un telefono cellulare, per poi darsi a repentina fuga lungo la pubblica via”.