LANCIANO – Ha chiesto “scusa” ai familiari di Andrea Prospero, 19enne di Lanciano trovato senza vita in un b&b di Perugia lo scorso gennaio: prendendo la parola in aula, il diciottenne romano per il quale il gip di Perugia ha rigettato la richiesta di patteggiamento per istigazione o aiuto al suicidio dello studente universitario.
“Ha detto di avere perso un amico ma perderlo a queste condizioni non sia un amico” ha detto il padre di Andrea Prospero lasciando l’aula.
“Da schifo…” il commento a quanto detto dall’indagato. “Siamo soddisfatti per la prima fase in quanto il giudice ha valutato le istanze dei nostri avvocati, che sono molte sensate”, ha spiegato ancora il padre di Andrea Prospero. Che ha aggiunto di aspettarsi “completa giustizia per Andrea”. “Questa è una pena ridicola (due anni e mezzo – ndr) – ha aggiunto – e non sarebbe stata una sentenza accettabile”.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dalla procura di Perugia, Andrea e l’indagato si erano conosciuti su Telegram, dove avevano intrattenuto lunghe conversazioni sul tema del suicidio. Il giovane romano, che la vittima non aveva mai incontrato di persona, gli avrebbe suggerito farmaci considerati idonei al gesto, poi effettivamente acquistati dallo studente abruzzese.






