AVEZZANO – “Sono pronto a scendere in campo, non ho rifiutato la candidatura e sto già lavorando, insieme agli esponenti del centrodestra, per costruire una coalizione solida”.
Prime interviste e primo passi falsi per il 65enne ex questore, Alessio Cesareo, nato all’Aquila e attualmente residente a Celano, già partito in quarta come candidato in pectore, ma non ufficializzato, del centrodestra, per contrastare il sindaco uscente civico bipartisan, Gianni Di Pangrazio alle comunali della primavera prossima di Avezzano.
Il problema è però che la coesione di cui parla l’ex questore, nel centrodestra avezzanese non c’è affatto, e solo nelle ultime ore, dopo l’intervista, nella Lega, sempre più lacerata, si è dimessa la coordinatrice dell’area Marsica, Lorella Parisse, mentre l’Udc ha abbandonato la nave, ufficializzando l’appoggio al sindaco in carica.
Stanno pure creando imbarazzo e irritazione le interviste rilasciate, oltre che al Centro anche al quotidiano on line Infomedianews, vicino alle posizioni di Di Pangrazio, senza aver concordato gli argomenti con lo stato maggiore del centrodestra, o meglio quella parte che ha tirato fuori, forse troppo presto dal cilindro, il nome dell’ex questore in pensione, ex commissario ad Avezzano, ed ancor prima dirigente comunale, poi alla guida della divisione di polizia amministrativa della questura dell’Aquila, questore ad Ascoli Piceno e con ultimo incarico a Prato, grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Un uomo delle istituzioni salito alla ribalta delle cronache per l’essere rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un pacco bomba che gli è stato recapitato proprio all’interno del commissariato di Avezzano, nel luglio del 2001.
A fare da contraltare al quadro disegnato da Cesareo c’è una parte del centrodestra, la Lega, ma anche dentro Fdi e Forza Italia, che la pensa molto diversamente sul suo nome rispetto a chi lo ha lanciato, forse troppo presto nell’agone: Massimo Verrecchia, capogruppo di Fdi in consiglio regionale, assieme al segretario provinciale di Forza Italia, Gabriele De Angelis, oggi presidente della società del trasporto regionale Tua ed ex sindaco di Avezzano, con d’accordo il segretario provinciale meloniano Claudio Gregori, al segretario provinciale di Forza Italia, al segretario provinciale di Noi Moderati Marianna Scoccia, vice presidente del consiglio regionale e sindaco di Prezza, e al consigliere comunale Alfredo Mascigrande.
Checché ne dica Cesareo, che al quotidiano Il Centro è arrivato a dichiarare che “se la prossima settimana ci saranno delle conferme da parte di alcuni rappresentanti dei partiti di centrodestra la coalizione sarà ufficializzata”, con l’arrivo ad Avezzano di esponenti del governo nazionale.
Ad Infomedianews ha invece dichiarato Cesareo: “se c’è stata questa indicazione probabilmente proviene da uno studio, da un format che la coalizione ha adottato, e sono molto lusingato per essere stato individuato, penso che stiamo arrivando ad una coesione, con molti più elementi che ci uniscono rispetto a quelli che ci dividono, e penso che possiamo a tempo debito avviare una buona campagna elettorale con un programma vincente”.
Nel fronte anti Cesareo in primis la Lega, visto che il loro consigliere Antonio Del Boccio, vice segretario provinciale, è nella maggioranza di Di Pangrazio. Dunque il coordinatore regionale abruzzese, il pescarese Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio, in linea con quanto espresso dal suo predecessore, il sottosegretario all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo, a negare ogni divisione, ad Abruzzoweb ha detto a chiare lettere che “la Lega e il gruppo di Avezzano e della Marsica hanno dimostrato in questi due anni di voler vuole stare in maniera libera e trasparente con il sindaco Di Pangrazio: siamo da due anni una forza importante della maggioranza che amministra Avezzano”.
E accaduto però che la coordinatrice dell’area Marsica, Lorella Parisse, precisando di rappresentare il sentire comune di buona parte della base salviniana, se ne andata via, per prendere le distanze dalla linea di D’Incecco, e anche dal loro fedelissimo Andrea Longo, commissario della Lega per la sezione di Avezzano.
Ha dichiarato Parisse al quotidiano Il Centro: “pur continuando a rispettare la linea politica del leader Matteo Salvini e prendendo atto della decisione dei rappresentanti regionali di sostenere l’attuale amministrazione, scelta che però non rispecchia i valori e i principi nazionali del nostro partito, intendiamo prendere le distanze da questo modo di operare, pur restando regolarmente iscritti alla Lega. Per far sì che la Lega torni a crescere, noi tesserati dobbiamo essere i primi a dare segnali di credibilità e di coerenza, qualità che invece chi oggi siede nell’attuale maggioranza, con un rappresentante anche in giunta, non ha mai dimostrato”.
A seguire Daniele Ferella, segretario provinciale della Lega L’Aquila, Del Boccio e Longo, hanno replicato a muso duro: “la Lega ad Avezzano e in tutta la Marsica è più compatta che mai. Nonostante le dichiarazioni dell’ex coordinatrice dell’area marsicana, evidentemente influenzate da chi, dall’esterno, prova a dividere senza risultato il nostro partito, ogni decisione viene assunta all’interno degli organi ufficiali della Lega, che rappresentano tutti i tesserati”. Aggiungendo, “chi non accetta le regole della democrazia interna è libero di chiamarsi fuori, ma rappresenta solo sé stesso”.
Ma torniamo a Cesareo: alla domanda sulla sua amicizia con il leader della Lega, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini al Centro l’ex questore ha anche aggiunto: “diciamo che avendo lavorato in molte regioni italiane, per ultimo in Lombardia, ho parlato e lavorato con tutti, ci tengo a dire che parole di sostegno mi sono arrivate da ambo gli schieramenti, anche da parte di esponenti di centrosinistra”. Parole che non hanno certo fatto piacere a D’Eramo e D’Incecco e alla Lega avezzanese.
Il problema è però anche dentro Fdi: il potente assessore al Bilancio ed ex sindaco di Trasacco, Mario Quaglieri, il più votato alle regionali del 2024 con 11.754 voti, con Di Pangrazio ha stretto un’alleanza, con conseguente mutuo aiuto alle comunali del 2020 e poi alle regionali del 2024. In maggioranza siede Nello Simonelli, suo collaboratore politico in giunta, eletto con una civica di Di Pangrazio nel 2020. E non è affatto detto che Quaglieri torni all’ovile, al fianco del suo nemico Verrecchia.
Stesso discorso in Forza Italia, dove è tornato a febbraio, e non certo da comprimario, Filippo Piccone, imprenditore di livello nazionale, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ed ex sindaco della sua Celano, importante comune marsicano da 10mila abitanti, portando in dote oltre 3mila tessere, già in pista in vista delle elezioni politiche della primavera del 2027. Da quel che si apprende anche Piccone, storico nemico del deputato Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali e inamovibile segretario regionale dal lontano 2013, è per usare un eufemismo, alquanto tiepido per lo scatto in avanti del centrodestra con l’indicazione di Cesareo.
Infine l’Udc: dopo una riunione del 25 settembre il comitato comunale dell’Udc, per voce di Federica Collalto, consigliera di maggioranza e coordinatrice cittadina, è stato annunciato l’appoggio al sindaco, da parte di un partito che a livello regionale e nazionale sta nel centrodestra. Con la benedizione del coordinatore provinciale Carlo Giolitto e si precisa nella nota “in piena coerenza” con la linea tracciata dal segretario nazionale Antonio De Poli.
Del resto Di Pangrazio si si è avvicinato da un anno a questa parte agli scudocrociati, per essere lui, questa la voce insistente, il candidato del centrodestra, imposto dal tavolo nazionale, Ipotesi si può dire ora tramontata che da voci insistenti aveva come regista anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente regionale dell’Anci, e Quaglieri, accomunati dalla rivalità interna contro Verrecchia e il senatore Guido Liris, vicecoordinatore regionale del partito, capogruppo Fdi in commissione Bilancio, che ora dominano Fdi a livello provinciale avendo piazzato negli ultimi congressi, loro segretari nelle tre città principali L’Aquila, Avezzano e Sulmona.
Ha spiegato in una nota Collalto, “ad Avezzano abbiamo deciso di sostenere con convinzione e determinazione il sindaco Di Pangrazio. Non solo per quanto ha realizzato in questi cinque anni con equilibrio, competenza e dedizione, ma soprattutto per il suo metodo di governo, sempre aperto al dialogo e alla partecipazione. È un metodo che valorizza il confronto, contrariamente a quanto accade in altri ambiti politici, dove ci si limita a lanciare appelli tardivi sulla stampa, magari giocando a nascondino, senza mai cercare un vero dialogo costruttivo”.
Insomma, ancora una volta il centrodestra rischia di presentarsi alle elezioni spaccato, come avvenuto nel 202o quando la Lega, Fdi (poco convintamente) e Udc appoggiarono Tiziano Genovesi, ex Lega ora in Forza Italia, e gli azzurri sono scesi in campo invece con Annamaria Taccone, per la gioia di Di Pangrazio fatalmente vincente al ballottaggio con le sue civiche, con tanti esponenti del centrodestra che incuranti delle posizioni dei loro partiti hanno portato acqua al suo mulino.
In questo scenario lacerato, con Cesareo che è partito in quarta senza un esercito compatto alle sue spalle, ad avvantaggiarsi è proprio Di Pangrazio, che abbandonata a meno di clamorose novità, l’idea di salire sull’Udc per mettersi a capo di un centrodestra che per una buona parte non lo appoggerà mai, lavora già ad otto liste, puntando al terzo mandato, con la rodata armata civica, con candidati forti e portatori di voti da destra, centro e sinistra. Filippo Tronca






