L’AQUILA – Lutto e sconcerto all’Aquila per la morte di Doriano Purismi, il vigile del fuoco di 46 anni trovato senza vita ieri nella sua abitazione nella frazione di Bagno.
A lanciare l’allarme sono stati i familiari – riporta Il Centro -, preoccupati dal fatto che non riuscivano a mettersi in contatto con lui da diverse ore. Una volta giunti nell’appartamento, hanno fatto la tragica scoperta.
Immediatamente è stato dato l’allarme e sul posto sono intervenuti i colleghi vigili del fuoco, il 118, gli agenti della Polizia e il medico legale.
Sarà probabilmente conferito oggi l’incarico per una ricognizione cadaverica, necessario a chiarire le cause del decesso. Tra le ipotesi al vaglio non viene esclusa quella di un gesto volontario.
La notizia ha destato enorme dolore e commozione in città e non solo. Purismi era molto conosciuto e stimato sia per la sua professione, che lo aveva portato a prestare servizio a lungo nel Comando provinciale dell’Aquila, sia per la sua successiva esperienza a Roma, dove era stato trasferito da alcuni anni.
Colleghi e amici lo descrivono come un uomo affidabile, generoso, sempre pronto a dare una mano a chi aveva bisogno. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella famiglia, in primis per la moglie e i due figli, ma anche tra i colleghi e in tutta la comunità aquilana.
“‘Se tornerai, magari poi, noi riconquisteremo tutto, come tanti anni fa, quando per noi forse la vita era più facile’. Questo è uno dei ritornelli delle nostre canzoni, gli 883, che oggi ha un significato ancora più profondo e doloroso. Caro Doriano, un’infanzia insieme, tutti i giorni, a far disperare le nostre splendide nonne, quasi dirimpettaie, più legate di due sorelle. E noi, coetanei, della ‘mitica classe ’79’ – come amavi esclamare quando ci incontravamo – alla conquista di tutto, da bambini, da adolescenti”.
È il ricordo commosso del senatore aquilano Guido Liris, capogruppo di FdI in Commissione Bilancio: “Tu orgoglioso Vigile del Fuoco, campione di ciclismo, sei stato da subito il vanto e l’orgoglio della classe ’79, sempre sorridente, generoso, determinato, sensibile, occhi pieni di vita e futuro – scrive ancora Liris -. ‘Poi le strade piano piano ci hanno fatto allontanare’….così continua quella nostra maledetta canzone. Ci siamo frequentati sempre meno, e quando di rado ci incontravamo il Doriano della mia infanzia non c’era più, occhi diversi, mi guardavi tanto, anche da lontano, solo pensieri profondi e struggenti quali ‘Guido, l’importante è che tu ce l’abbia fatta’.
“Non doveva andare così, non lo meritavi tu e non lo meritava la tua splendida famiglia. ‘Forse è stato il tempo. Forse quella solitudine che ci portiamo dentro troppo grande per noi’. Forse questa vita davvero non è così semplice, è una vita che in maniera crudele ‘fa selezione’ come le vette che affrontavi con determinazione e vitalità, una vita troppo veloce e caotica per valorizzare le tue splendide qualità umane che saranno ancora e per sempre un patrimonio nostro, di chi ti vuole bene, di chi ti ha vissuto, della comunità che ti ha conosciuto e amato”.
“‘Ti ho rivisto stamattina, sul giornale la tua foto…’ ebbene sei sul giornale di questa mattina, bellissimo, sorridente, in cima ad una vetta, con la tua bici in trionfo: hai gli occhi che ricordavo molto bene, e che terremo sempre con noi. Ora puoi guardarci e sorriderci dall’alto”.





