ROMA – Scatta la corsa alla raccolta dei porcini nelle montagne italiane, con il meteo che ha finalmente creato le condizioni per la crescita dei funghi, soprattutto al Nord Italia.
A darne l’annuncio è la Coldiretti che assieme a Federforeste ha elaborato un vademecum per andare a caccia delle specialità del bosco in tutta sicurezza perché possono nascondere insidie nocive alla salute.
Nelle attività di ricerca e raccolta è dunque necessario – ricorda la Coldiretti – rispettare alcune semplici ma fondamentali regole di sicurezza per evitare problemi e incidenti, come evidenziato nel vademecum realizzato assieme a Federforeste.
La ricerca dei funghi richiede preparazione, prudenza e rispetto per l’ambiente.
È importante scegliere percorsi adeguati alle proprie condizioni fisiche e mentali, evitando itinerari troppo impegnativi. Prima di partire, è bene informare qualcuno sul luogo in cui ci si recherà e, se possibile, farsi accompagnare: la compagnia riduce i rischi e rende l’esperienza più sicura.
Le condizioni meteorologiche – ricordano Coldiretti e Federforeste – vanno sempre controllate, poiché i temporali estivi possono essere pericolosi in ambiente boschivo. L’abbigliamento deve essere adeguato, con scarponi comodi e suola scolpita, capi a strati e uno zaino con l’essenziale.
Durante la raccolta, è fondamentale prelevare solo i funghi che si conoscono con certezza, rivolgendosi al servizio micologico dell’Asl in caso di dubbi.
Occorre rispettare la natura, evitando di distruggere esemplari sconosciuti o danneggiare la flora. In molte zone è necessario un tesserino o un permesso, quindi è opportuno informarsi sulle normative locali.
Rastrelli e uncini sono vietati perché danneggiano il micelio – ricordano Coldiretti e Federforeste -, compromettendo la riproduzione dei funghi. I funghi raccolti vanno puliti subito sul posto, eliminando terra e detriti per mantenerli integri e favorire la diffusione delle spore, e riposti in cestini rigidi e areati, mai in sacchetti di plastica.
Il mancato rispetto di queste regole può comportare multe e il sequestro del raccolto. L’attività di ricerca – conclude la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica, ma rappresenta una integrazione di reddito per migliaia di ‘professionisti’ impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, grazie anche alle numerose sagre.




