L’AQUILA – “Ritengo che lei, nella risposta all’opposizione sulla ricostruzione della scuola di Paganica e relativo fermo del cantiere, abbia usato argomenti non edificanti per chi indossa la fascia tricolore in rappresentanza non di sé ma della comunità che si trova a rappresentare”. “Lei avrebbe potuto rispondere nel merito oppure tacere, avrebbe potuto fare il sindaco di tutti e non il dirigente politico di FdI; avrebbe potuto stare nella nobiltà della tradizione aquilana ma ha scelto di impersonare il Marsilio della situazione”. “È suo dovere spiegare ai cittadini cosa è successo in quel cantiere e quale sarà il nuovo cronoprogramma, se ci sarà la demolizione delle opere già realizzate, quando appronterà la variazione della spesa finalizzata a un nuovo quadro economico e dove verranno prese le ulteriori presumibili risorse finalizzate anche alla sottoscrizione di un nuovo contratto con la nuova ditta esecutrice”.
Sono alcuni dei passaggi contenuti nella lettera aperta del consigliere comunale Paolo Romano, di L’Aquila Nuova, indirizzata al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, “accusandolo” di comportarsi come il presidente della Regione, Marco Marsilio, anche lui di FdI.
La lettera, inviata ad AbruzzoWeb, rappresenta solo l’ulteriore capitolo della lunga scia di polemiche sul caso sollevato da questo giornale in merito alla vicenda della nuova scuola della frazione di Paganica, con il cantiere bloccato a seguito della decisione della stazione appaltante, il Comune dell’Aquila, con una improvvisa e inattesa determina del dirigente Roberto Evangelisti, di risolvere in danno il contratto di appalto da 4,6 milioni di euro assegnati, dopo una regolare procedura di gara, alla H Edilizia Generale S.r.l.. Questo perché, secondo quanto riferito dai tecnici al primo cittadino, sarebbero state riscontrate “gravissime inadempienze”. L’impresa, intanto, ha già presentato un ricorso, annunciando una consistente richiesta di un maxi risarcimento.
Romano, tra i pochi a sollevare il caso, in particolare dall’opposizione, interviene a seguito dell’intervista rilasciata da Biondi ad AbruzzoWeb (Qui il link) e dopo la replica, affidata ai social, del predecessore del primo cittadino, il due volte sindaco di centrosinistra, Massimo Cialente (Qui il link).
Circa le perplessità sulle procedure, tema al centro della V Commissione Garanzia e Controllo del Comune nei giorni scorsi, nell’intervista, Biondi aveva sottolineato che “le commistioni tra politici e tecnici sono un malcostume che nel Comune dell’Aquila è stato azzerato da quando si è insediato il centrodestra”. Osservazione che ha quindi innescato un nuovo caso e la reazione di Cialente.
Biondi ha anche tenuto ad evidenziare, rivolgendosi alle opposizioni: “le questioni tecniche vadano verificate dai tecnici, la politica non si deve intromettere perché la tuttologia è una scienza che non appartiene a nessuno. I componenti dell’opposizione invece spaziano dalla cultura all’architettura, dall’urbanistica all’edilizia, dimostrandosi esperti di tutto, avendo certezze inviolabili. Io non ho di queste certezze, parlo con i tecnici, mi fido del lavoro dei tecnici e quindi condivido, per quanto mi compete, le scelte dei tecnici”.
In questo contesto si inserisce la replica di Romano che, tra le altre cose, sostiene: “Non sono domande ‘da tecnici’, sono la quantificazione del trascorrere del tempo degli studenti aquilani”.
Di seguito la lettera integrale di Paolo Romano.
“Caro Sindaco,
che tra forze contrapposte ci sia lotta politica sta nell’ordinarietà del dibattito. Ma la lotta politica deve sempre avere il decoro e la correttezza degli argomenti. Con quella lotta si qualifica e si diffonde il pensiero politico ma anche l’orientamento del fare.
Ritengo che lei, nella risposta all’opposizione sulla ricostruzione della scuola di Paganica e relativo fermo del cantiere, abbia usato argomenti non edificanti per chi indossa la fascia tricolore in rappresentanza non di sé ma della comunità che si trova a rappresentare. Il linguaggio è importante e le parole possono indurre orgoglio nell’appartenenza o creare vergogna.
Lei avrebbe potuto rispondere nel merito oppure tacere, avrebbe potuto fare il sindaco di tutti e non il dirigente politico di FdI; avrebbe potuto stare nella nobiltà della tradizione aquilana ma ha scelto di impersonare il Marsilio della situazione.
Ci stomaca quel modo di fare che lo accomuna molto al “suo” presidente di regione in quanto a eleganza. Non scenderemo dunque a quel livello perché mortificheremmo le ragioni della politica che attende risposte concrete e non risse da strada.
Il tema, anche se fa finta di non capirlo, è la RICOSTRUZIONE DELLE SCUOLE a sedici anni dal sisma, dei quali nove di suo governo.
Capirà che la sua responsabilità è massima e non è accettabile che addossi colpe ai soliti “altri” e men che meno che schizzi di fango il loro operato su basi fantasiose.
Le nostre domande – che tanto l’hanno turbata – valgono per la scuola di Paganica, che avrebbe dovuto essere pronta per luglio 2025 ma i cui lavori sono fermi da oltre sei mesi, ma valgono anche per la scuola Giovanni XXXIII che pur avendo i finanziamenti e il progetto per la ricostruzione è diventata vergognosamente deposito per i lavori dei sottoservizi di quella zona; valgono per il polo scolastico di Torretta Gignano Sant’Elia che manca ancora di una viabilità per raggiungerlo e valgono anche per la Carducci il cui nuovo sito è scritto solo nel libro dei sogni della sua amministrazione. Valgono per tutte quelle scuole che lei non sta restituendo alla comunità.
Il mandato che ci hanno assegnato i cittadini è di controllo delle decisioni che lei sta mettendo in campo: è un fatto che c’è voluto un intervento dell’opposizione per prendere la decisione – giusta o sbagliata che si rivelerà – di rimuovere la ditta affidataria e sbloccare la situazione di stallo che danneggiava tutti.
Per vedere chiaro sul futuro di quel cantiere abbiamo richiesto una commissione di Garanzia, mi chiedo perché non sia venuto a discuterne in quella sede, considerato anche il suo ruolo di commissario all’edilizia scolastica comunale.
Era ed è suo dovere spiegare ai cittadini cosa è successo in quel cantiere e quale sarà il nuovo cronoprogramma, se ci sarà la demolizione delle opere già realizzate, quando appronterà la variazione della spesa finalizzata a un nuovo quadro economico e dove verranno prese le ulteriori presumibili risorse finalizzate anche alla sottoscrizione di un nuovo contratto con la nuova ditta esecutrice. Non sono domande “da tecnici”, sono la quantificazione del trascorrere del tempo degli studenti aquilani.
Ci rifletta sopra, sindaco, e a sera quando sveste gli abiti dei Fratelli d’Italia, indossi quelli della coscienza che, in genere, sempre ben consiglia”.





