L’AQUILA – “Avevamo scelto di non fare la fiaccolata ma solo un incontro al Parco della Memoria. Poi si è deciso di partire da questo luogo simbolo, la Casa dello Studente. Qui dove sono morti ragazzi che erano il futuro delle loro famiglie e di loro stessi. È quello che è successo che li ha uccisi, perché non sono morti da soli, sono stati uccisi. Nei giorni scorsi è stata cancellata quella vergognosa sentenza che stabiliva il concorso di colpa al 30%. Ripartiamo da qui per dire che non esistono morti di serie A e di serie B”.
Con queste parole Vincenzo Vittorini, alla testa del corteo della fiaccolata, composta da centinaia di persone, in ricordo delle 309 vittime, nel 16esimo anniversario della tragedia.
Da Palazzo Margherita, sede del Comune dell’Aquila, si è acceso il faro blu nella lunga notte tra il 5 e 6 aprile.
“Nella nostra notte più lunga, insieme, accendiamo la luce”, dice il sindaco Pierluigi Biondi.
L’Aquila si ferma per commemorare le sue vittime nel giorno del ricordo del terremoto che 16 anni fa ha colpito il capoluogo d’Abruzzo e altri 56 comuni.
“Il modo migliore per onorare vittime del terremoto è creare continuamente le condizioni affinché la città possa essere vissuta a pieno, soprattutto grazie ai ragazzi nati dopo il terremoto, che portano sulle loro spalle il destino di questa comunità”, ha detto Biondi
“Nessuno oggi può negare i progressi fatti in questi anni e nessuno può dire che L’Aquila non sia un modello”, ha sottolineato il primo cittadino, presidente di Anci Abruzzo.
Alle 22 la fiaccolata, prevista in forma ridotta come richiesto dal Comitato familiari delle vittime del sisma.
I partecipanti, dopo aver attraversato via XX Settembre, diretti il Parco della Memoria per deporre dei fiori sui nomi che compongono il memoriale.
Quindi l’accensione del braciere della memoria, quest’anno affidata a Carlo Cruciani, carabiniere in pensione, in servizio presso il centralino del 112 nella notte del sisma, tra il 5 e il 6 aprile 2009. Poi la lettura dei nomi delle vittime del terremoto.






