L’AQUILA- L’autopsia conferma quello che si immaginava ovvero che la morte del 64enne Ivano Ferrari è stata causata dalle conseguenze dello schianto sulla superstrada di Bazzano, all’Aquila, quindi è stata immediata. Del resto la macchina si è cappottata più volte e marciava a velocità elevata anche se non necessariamente oltre i limiti. Ci vorranno altri accertamenti per capire se e in che misura l’uomo ha avuto un malore e quanto questo abbia inciso sulla tragedia.
Le attenzioni si spostano su un altro aspetto della dinamica dell’incidente. La sera precedente, infatti, i carabinieri erano stati contattati da una donna straniera che era alla guida di una Audi che, a suo dire, sarebbe stata tamponata violentemente dall’Alfa Romeo 147 di Ferrari che poi ha finito altrove la sua corsa cappottandosi più volte. La stessa Audi ha riportato danni importanti alla carrozzeria.
Ora bisogna verificare, sulla scorta di perizie, se le cose sono andate in questa direzione visto che la versione della donna, certamente credibile, deve essere certificata da dati comprovati da esperti.
Ella, per l’appunto, ha sostenuto di essere stata tamponata dalla Alfa Romeo di Ferrari il quale era diretto a Paganica, poi sparita nel nulla dopo lo schianto: infatti si era ipotizzato che fosse un’auto pirata. In realtà l’Alfa Romeo era finita in una zona laterale della strada dove non era facile notarla in piena notte.
Oggi l’addio a Ferrari nella chiesa del cimitero monumentale del capoluogo di regione alle 15. Lascia, tra gli altri, il figlio e il fratello e i tanti amici che lo hanno conosciuto e apprezzato.





