TRIESTE – La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da don Paolo Piccoli, ex parroco di Pizzoli (L’Aquila), 58 anni, veronese, contro la sentenza emessa dalla Corte di assise di appello di Venezia lo scorso 26 marzo. La decisione stabilisce l’irrevocabilità della sentenza di condanna a 21 anni nei suoi confronti per omicidio volontario. Ora per don Paolo, già incardinato nella diocesi aquilana, si spalancano le porte del carcere. Anche se le sue condizioni non ottimali di salute potrebbero indurre la difesa a chiedere i domiciliari.
Si tratta di un processo che ha avuto un clamore mediatico notevole visto che se ne è parlato su diverse reti tv nazionali come Rai 3 tramite le telecamere di “Chi l’ha visto?” o quelle di “Un giorno in pretura”.
Nel marzo 2024 la Corte d’assise d’appello di Venezia aveva confermato la condanna a 21 anni e 6 mesi al sacerdote, accusato di aver ucciso, strozzandolo, monsignor Giuseppe Rocco, 92 anni, l’ex parroco di Santa Teresa, trovato senza vita nella sua stanza della Casa del clero di Trieste il 25 aprile 2014 dove i due vivevano. Il vecchio prete lo avrebbe accusato di un furto di una catenina ai suoi danni e questo, inteso come movente, avrebbe mandato su tutte le furie l’ex arciprete di Pizzoli, che è stato difeso del legale Vincenzo Calderoni, e che ha sempre respinto le accuse.
Verdetto che ha chiuso il processo bis iniziato a seguito di una sentenza della Cassazione che a marzo 2023 aveva annullato la condanna a 21 anni e 6 mesi pronunciata a Trieste dalla Corte d’assise e confermata successivamente in secondo grado.
Il motivo principale dell’annullamento era stata la mancata ammissione dei consulenti di parte a una serie di accertamenti irripetibili; don Piccoli non era stato avvisato perché non era ancora iscritto nel registro degli indagati. Monsignor Rocco era stato ucciso secondo l’accusa con un’azione combinata di soffocamento e strozzamento con rottura dell’osso del collo.




