PESCARA – “Nell’anno 2022, la Regione Abruzzo peggiora il risultato di un’area assistenziale, ossia l’area della prevenzione, non raggiungendo un punteggio di sufficienza (49,3 mentre nel 2021 il punteggio era pari a 77,7); le aree dell’assistenza distrettuale e ospedaliera registrano punteggi più stabili, di poco superiori alla sufficienza”.
E’ un passaggio del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) relativo al 2022 effettuato dal ministero della Salute, che per L’Abruzzo indica più di una criticità.
Non si fa attendere la reazione del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci. “Altro che capolavoro, una Caporetto l’ultimo aggiornamento del monitoraggio dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza che ci colloca fra le regioni “bocciate” d’Italia e ci dà un sonoro insufficiente. Un fallimento che denunciamo da anni, assistendo al declino della nostra sanità e che viene definito tale non solo dagli organismi regionali stessi, ma anche da quelli tecnici del Governo amico, segno che nascondere la polvere sotto il tappeto come ha fatto Marsilio in questi cinque anni, non paga. Prima o poi il tappeto si scopre”.
“L’analisi ministeriale si riferisce al 2022, la situazione oggi è sicuramente peggiorata – incalza Paolucci – Brutta l’insufficienza dell’Abruzzo per l’area della prevenzione, che presenta preoccupanti scoperture: la sufficienza è 60, ma i punteggi sono pari a 0 degli indicatori (Core) relativi alla copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base e per MPR; 59, si legge nella relazione, per l’indicatore composito sugli stili di vita e 57,2 dell’indicatore sulla proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato per mammella, cervice uterina e colon-retto.
LA SCHEDA PER L’ABRUZZO
Nell’anno 2022, la Regione Abruzzo peggiora il risultato di un’area assistenziale, ossia l’area della prevenzione, non raggiungendo un punteggio di sufficienza (49,3 mentre nel 2021 il punteggio era pari a 77,7); le aree dell’assistenza distrettuale e ospedaliera registrano punteggi più stabili, di poco superiori alla sufficienza.
Nello specifico, il punteggio dell’assistenza distrettuale peggiora passando da 68,5 del 2021 a 62,2 del 2022 e il punteggio dell’area ospedaliera migliora passando da 69,2 del 2021 a 73,1 del 2022.
L’insufficienza dell’area prevenzione è determinata innanzitutto dai punteggi pari a 0 degli indicatori (CORE) relativi alla copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base e per MPR (sui quali potrebbe aver inciso anche il passaggio alla fonte informativa AVN) e a seguire dai punteggi di 59 per l’indicatore composito sugli stili di vita e 57,2 dell’indicatore sulla proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato per mammella, cervice uterina e colon-retto.
Nell’area distrettuale, nel 2022 si evidenzia il punteggio pari a 0 dell’indicatore relativo all’intervallo Allarme-Target dei mezzi di soccorso (24 minuti); il punteggio pari a 35,5 relativo all’indicatore sul consumo di farmaci antibiotici (nel 2021 era 92,5); il punteggio pari a 48,3 relativo al numero di deceduti per causa di tumore assistiti dalla Rete di cure palliative (nel 2021 era 49,7) e il punteggio pari a 51,7 dell’indicatore sul numero di anziani non autosufficienti in trattamento socio-sanitario residenziale in rapporto alla popolazione residente, per intensità di cura (nel 2021 era 48,2).
Nell’area ospedaliera i punteggi sotto la soglia di sufficienza si riscontrano per l’indicatore relativo alla percentuale di pazienti di età 65+ con diagnosi di frattura del collo del femore operati entro 2 giorni in regime ordinario (31,1) e per l’indicatore sulla percentuale parti cesarei primari in maternità di I livello o comunque con <1.000 parti (41,2).
Per quanto riguarda gli indicatori NO CORE, si evidenzia una criticità sull’indicatore D32Z: “Numero di ricoveri in Hospice di malati con patologia oncologica, provenienti da ricovero ospedaliero o da domicilio non assistito nei quali il periodo di ricovero in Hospice è inferiore o uguale a 7 giorni sul numero di ricoveri in Hospice di malati con patologia oncologica”.






