L’AQUILA – Fratelli d’Italia, incassato il 28,7% alle elezioni europee, confermandosi di gran lunga primo partito in Italia, ha aperto al suo interno una riflessione sui cambi della guardia nelle governance regionali, compresa quella dell’Abruzzo, dove è segretario regionale Etel Sigismondi, eletto senatore alle politiche del settembre 2022.
Beninteso, non si tratta, nelle intenzioni del partito, le cui redini organizzative sono affidate ad Arianna Meloni, sorella della leader e presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da agosto 2023 responsabile della segreteria politica e del tesseramento, di giudicare tanto l’operato dei segretari in base ai risultati elettorali, alzando cartellini verdi o rossi.
Ma il dare ulteriore spinta al partito a livello locale, con un rinnovamento dei vertici, anche anagrafica, che oltre alla fedeltà assoluta alla linea tracciata dal partito, garantita dalla vecchia guardia, miri ad allargare il perimetro politico. In gioco insomma la costruzione di un grande partito conservatore con vocazione maggioritaria, oltre il perimetro storico e ideologico di Fdi.
Come a dire, squadra che vince si può anche cambiare. L’opposto di quello che sta avvenendo insomma con la nazionale italiana, dove restano incollati al loro posto, nonostante il disastro dei campionati europei, il ct Luciano Spalletti e il presidente della Federcalcio, abruzzese acquisito, l’imprenditore Gabriele Gravina.
Da questo punto di vista dei risultati Sigismondi, marito dell’assessore comunale dell’Aquila Ersilia Lancia, sarebbe in una botte di ferro, visto che Fdi in Abruzzo, roccaforte del partito, anche sotto la sua gestione ha tirato la volata alla straordinaria crescita, con la conquista del comune dell’Aquila, primo capoluogo in Italia, avvenuta con il sindaco Pierluigi Biondi nel 2017 e confermata nel 2022, anno cui alle politiche Fdi ha sbancato con 27,6%, e poi con la vittoria delle regionali del 2019 di Marco Marsilio, confermato presidente il 10 marzo scorso, prima volta nella storia, con Fdi diventato primo partito, passando in 5 anni dal 6% a oltre il 24%, e infine le Europee con Fdi in Abruzzo al 33,3%, ben oltre la media italiana. Non è un caso che la stessa Meloni, abbia scelto come collegio dove essere eletta alle politiche del 2022, quello di L’Aquila – Teramo. A remare contro Sigismondi, inevitabilmente, parte della base ed esponenti del partito rimasti scottati dalle scelte fatte nelle ultime partite delle candidature, in particolare quelle alle regionali, da parte del segretario, fedelissimo di Marsilio, con il quale ha lavorato nello staff della presidenza.
E già c’è chi scalpita per prendere eventualmente il suo posto, con il pole il vicesegretario regionale, senatore anche lui, l’aquilano Guido Liris, capogruppo della commissione Bilancio di palazzo Madama e relatore dell’ultima legge di stabilità, ex assessore regionale ed ex vicesindaco dell’Aquila, mentre a Pescara un papabile potrebbe essere il deputato Guerino Testa, deputato e consigliere regionale anche lui, anche lui vicesegretario regionale. E ci sarebbe pure lo stesso Biondi, uomo forte del partito e che ha uno stretto legame di amicizia e militanza politica con la leader Giorgia Meloni, responsabile nazionale enti locali, ed ex commissario provinciale del partito.
Un cambio al vertice di Fratelli d’Italia c’è già stato in Umbria, un anno fa, con il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco che ha preso il posto di Franco Zaffini. Altri sarebbero in arrivo.
Il tema è insomma piuttosto di non adagiarsi sugli allori, prevedendo tempi duri per il governo, alle prese con il patto di stabilità di cui l’Europa, archiviata la parentesi della pandemia del covid, tornerà a pretendere il rispetto da parte dell’indebitatissima Italia, e in vista della fine fatale della luna di miele con gli elettori, e le molte sconfitte alle comunali di giugno rappresentano già un campanello d’allarme in tal senso. Come avvenuto, del resto, all’ex partito dominus del centrodestra, la Lega, che in pochi anni è passata anch’essa da percentuali vicine al 30% a meno del 10%, in Abruzzo e in Italia.
E si pone anche il tema di allargare il perimetro della classe dirigente, e dello spazio politico oltre la vecchia guardia dei militanti della prima ora del partito, fondato nel 2o12, da una scissione dal Pdl, e raccogliendo l’eredità conservatrice, nazionalista e di destra di Alleanza nazionale e ancor prima del Movimento sociale italiano.
Sigismondi, 51enne, dalla elezione a consigliere comunale a Vasto nel 1998 , ha svolto tutta la sua carriera politica in Alleanza nazionale prima e Fdi poi, di cui è stato tra i fondatori in Abruzzo nel 2012. appartiene, a differenza del 45enne Liris, in Fdi dal 2019, che proviene da Forza Italia, vicino alla corrente del ministro per gli affari europei Raffaele Fitto, anche lui ex Fi, e che con il suo movimento centrista Direzione Italia, si è federato e poi fuso con Fdi nel 2018.
Il 54enne Testa ha aderito a Fdi nel 2016, dopo aver militato in nel Pdl e poi nel Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.
Discorso diverso per il 49enne Biondi, da sempre a destra, prima nel Fronte della Gioventù, al fianco di Giorgia Meloni, all’età di 30 anni, da sindaco di Villa Sant’Angelo, piccolo comune vicini L’Aquila, ha aderito a Fdi, dopo una vicinanza politica con Casapound.
E in gioco, per quanto riguarda Biondi, anche in una eventuale corsa per la segreteria regionale, c’è ancora la rivalità interna con Liris, che si è già espressa nella partita della campagna di tesseramento a Fdi in provincia dell’Aquila, vinta dal senatore, in alleanza con il capogruppo di Fdi in Regione, Massimo Verrecchia, avezzanese, rieletto a marzo. Mentre Biondi aveva fatto asse con il recordman di preferenze alle regionali di marzo, Mario Quaglieri, assessore regionale al Bilancio.
Altri nomi per dare una nuova spinta al partito potrebbero spuntare. Una forte ed autorevole voce in capitolo, in ogni caso, sarà quella del presidente Marco Marsilio, sempre più padre padrone della maggioranza di centrodestra in Regione, con crescente nervosismo della Lega e anche, seppure in tono minore, di Forza Italia.






