L’AQUILA – Due chiese del centro storico aquilano salvate da possibili rischi crolli grazie a nuovi puntellamenti e una da terminare per fine mese, una volta che sarà stato rimosso un antico organo.
Questo il “bilancio” della campagna di messa in sicurezza avviata su alcuni degli edifici sacri del capoluogo ancora ben lontani dall’essere ricostruiti dopo il sisma del 2009, ma che erano stati messi in nuovo, grave pericolo dalle scosse del Centro Italia di agosto e ottobre scorsi.
La questione ancora aperta è quella di San Marco, a due passi da piazza Duomo, dove le opere provvisionali non sono, appunto, ancora terminate, ferme a un avanzamento stimato del 60%.
I lavori urgenti, da 150 mila euro, vengono svolti dalla ditta aquilana Costruzioni Iannini, che si è anche aggiudicata la successiva ricostruzione da 6,5 milioni di euro, il cui avvio è tuttora bloccato da una guerra burocratica e giudiziaria tra la committenza, la parrocchia, e il Comune capoluogo.
La zona già puntellata, come si vede nella fotogalleria di AbruzzoWeb, è quella in fondo alla chiesa, dove c’è l’abside che, a causa delle scosse e del tempo passato, rischiava seriamente di crollare.
Dall’esterno tutto, invece, sembra fermo e questo perché i puntelli alla facciata ancora non vengono installati: nei prossimi giorni una ditta specializzata di Treviso si incaricherà, infatti, di smontare pezzo a pezzo e rimuovere l’organo della chiesa, poi si procederà.
Tra le altre criticità, gli ulteriori puntellamenti laterali che “collegano” la chiesa sul lato destro a palazzo Sidoni e sul lato sinistro a palazzo De Marchis, quest’ultimo che ospitava una nota pizzeria prima del sisma: opere provvisionali che, sempre secondo i tecnici, hanno generato un pericoloso “effetto domino” nelle ultime scosse, e soprattutto impediscono ora di cominciare i lavori di riparazione pure in quei due edifici.
Le cose sono cambiate a occhio nudo, invece, e la facciata è già imbracata da nuovi tiranti e puntelli, a Santa Giusta, chiesa capoquarto, ovvero che dà il nome a uno dei quartieri storici dell’Aquila, intitolato a San Giorgio come pure l’antica denominazione dell’edificio sacro.
Come documentato mesi fa da questo giornale, le scosse hanno ampliato le fessurazioni esistenti e posto la struttura a serio rischio crollo, “diagnosi” confermata anche dagli esperti della soprintendenza che si sono messi in azione.
Di qui, con una procedura di somma urgenza, sono state affidate nuove opere di messa in sicurezza da 150 mila euro alla Picalarga di Roma, impresa che sta già lavorando alla ricostruzione, dal 1° febbraio 2015, nella zona dell’abside, in “fondo” all’edificio sacro, ovvero la parte più danneggiata.
Conclusi, infine, anche i lavori per salvare una chiesa meno nota del centro, quella semi abbandonata di Santa Croce, nell’omonima via Arco Santa Croce, accanto al tunnel che, pur essendo in teoria non riaperto, visto che l’area è tutta un cantiere, continua a essere un importante passaggio dal centro dell’Aquila a via XX settembre.
Le lesioni più preoccupanti che c’erano e che sono state ricondotte a un certo livello di sicurezza sono quelle in diagonale, con il rischio il distacco dall’interno della facciata, e i vuoti sotto il finestrone centrale. Danni che facevano davvero paura a chi tutti i giorni ci passava accanto con l’auto.
A occuparsi delle opere, in questo caso, la ditta Zoppoli & Pulcher di Torino, che ha già lavorato all’Aquila per la ricostruzione dell’oratorio di San Giuseppe dei Minimi.





