L’AQUILA – I vandali all’Aquila fanno più danni del terremoto.
Una realtà tanto triste quanto attuale, che negli ultimi anni sta interessando il centro storico e in particolare lo stabile della vecchia sede della scuola media Giosuè Carducci, in viale Duca degli Abruzzi.
Da quattro anni, infatti, e l’ultimo episodio risale a poche settimane fa, l’edificio è alla mercè di ragazzini ‘demolitori’ che nei pomeriggi e nelle notti di noia massacrano ciò che resta della scuola, resa inagibile dalla scossa del 6 aprile 2009, accedendo all’edificio dagli ingressi secondari di via delle Tre Spighe.
FOTO/1 I RAID DEI BABY VANDALI, LE IMMAGINI ESCLUSIVE
FOTO/2 LA SCUOLA VANDALIZZATA E ABBANDONATA
Alcune delle foto, pubblicate in esclusiva da AbruzzoWeb, mostrano due dei numerosi blitz dei giovani teppisti. Nel primo episodio, datato 12 luglio 2011, i ragazzi si divertono ad appiccare un incendio. Le fiamme sono facilmente visibili da una delle finestre all’ultimo piano.
Solo due mesi dopo, il secondo raid. Dagli scatti si notano due ragazzini con il cellulare in mano che presumibilmente fanno da palo e coprono i complici che, poco più in là, si introducono senza alcun tipo di controllo all’interno della scuola, agiscono indisturbati e poi vanno via.
Lo scempio è sotto gli occhi di tutti, una devastazione che è evidentemente postuma al sisma: finestre in frantumi, veneziane pendule, lastre di marmo della lunghezza di mezzo metro staccate dalle recinzioni e buttate ovunque, anche contro la casa di una vicina, quest’ultimo episodio accaduto il mese scorso.
Gli interni dell’edificio non fanno di certo eccezione: pezzi di suppellettili bruciate nei vari tentativi di incendio, porte rotte, scritte sui muri, armadietti divelti, sedie e banchi distrutti.
“La scuola appartiene al Comune che non ha vigilato a sufficienza, dopo il terremoto. È evidente che noi, in quanto scuola, non possiamo fare nulla – spiega il preside Natale De Angelo – Ci è stato permesso di entrare, ma solo per recuperare il materiale che poteva esserci utile a fini didattici e, insieme all’associazione Jemo ‘Nnanzi abbiamo salvato di recente i libri della biblioteca. Nulla di più”.
“Abbiamo allertato le autorità competenti, ma non si è visto nessuno – dice Luigi Sidonio, dirigente scolastico della scuola negli anni scorsi e oggi vice preside – la responsabilità è del Comune, noi siamo semplici inquilini. È chiaro che è una situazione poco simpatica che andrebbe risolta prima possibile”.
Sidonio, concludendo, minimizza gli episodi avvenuti definendoli “delle ragazzate, come tante se ne fanno da giovani”, non qualificabili a suo dire come veri e propri atti vandalici.






