AVEZZANO – “Chiunque avrà l’onore l’onere di essere sindaco di Avezzano dovrà necessariamente porre come fronte di azione prioritaria quella delle politiche sociali a sostegno delle famiglie, dei giovani, di chi non rischia di rimanere indietro e di cadere nel baratro dell’indigenza. E naturalmente rendere subito la città più sicura e dicendo stop al degrado”.
Questa una delle priorità, illustrate nell’intervista ad Abruzzoweb, dal candidato sindaco di Avezzano del centrodestra, il leghista Tiziano Genovesi, imprenditore 40enne nel settore edilizio. Sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Udc e Cambiamo. Ma non da Forza Italia che ha rotto l’alleanza “naturale” con il centrodestra sostenendo in solitaria la docente Anna Maria Taccone.
Nell’intervista Genovesi fa il punto sulla campagna elettorale che sta entrando nel vivo, dopo essere partito da lontano, circa tre mesi fa: ribadisce i suoi cavalli di battaglia, a cominciare dalla sicurezza e dal decoro, che “i cittadini stufi del degrado e dell’illegalità chiedono con forza”; rivendica anche come un suo successo, il trasferimento a Vasto e all’Aquila dei 25 migranti che inizialmente dovevano essere ospitati nell’ex centro di formazione professionale Ial Cisl, della frazione di Paterno, in una struttura fatiscente e inadeguata; osserva, Genovesi, che ” I buonisti dell’accoglienza non hanno mostrato nessun interesse sul luogo dove si era deciso di accogliere queste persone”.
E sulla vicenda del like partito dal suo profilo facebook ad un commento che auspicava, come soluzione all’arrivo dei migranti a Paterno, l’utilizzo di taniche di benzina, Genovesi chiarisce ancora una volta: “un grave errore di un componente dello staff subito allontanato. Le mie idee sono distanti anni luce da queste posizioni”.
Tiziano Genovesi la battaglia è ancora lunga, l’esito incerto, ma che intanto che bilancio può trarre finora dalla lunga campagna elettorale che la vede protagonista ad Avezzano?
“Un bilancio estremamente positivo, e questo perché riscontro con piacere che le persone, i cittadini stanno recependo e apprezzando il messaggio politico del centrodestra. C’è molta attenzione e partecipazione, quando si entra nel merito del programma delle cose concrete da fare, quando incontro dopo incontro, facciamo comprendere la città che abbiamo in mente. Ho battuto in lungo e in largo Avezzano, e quello che vogliono con forza i cittadini, evidente chiaro, è la sicurezza, la tolleranza zero nei confronti dell’illegalità, le zone franche e le terre di nessuno. Chiedono anche il diritto alla quiete pubblica. Va bene e ci mancherebbe, la movida e il divertimento serale, è giusto che le attività commerciali e i locali serali abbiano la possibilità di incassare, soprattutto in questo momento di crisi, ma non è più tollerabile una movida senza regole, senza rispetto, gli schiamazzi fino a notte fonda, ben oltre la chiusura dei locali. Servono controlli occorre, imporre il rispetto delle regole a tutela di tutti i cittadini”.
Domanda ineludibile: tenuto conto che con tutti questi candidati in campo saranno quasi certi i ballottaggi e supponendo che lei riesca ad arrivare al secondo turno, che approccio avrà con i candidati rimasti esclusi?
“Apriremo l’interlocuzione, questo è ovvio, ma ci sarà un limite imprescindibile: la coalizione di centro-destra non verrà snaturata apparentamenti poco chiari di basso profilo. Noi abbiamo preso l’impegno di amministrare la città in base a un programma chiaro condiviso e dettagliato, e dando una svolta rispetto alla vecchia e fallimentare politica. Da quello non si sfugge”.
Com’era nei pronostici, la maggiore conflittualità tra lei e la sua coalizione è forse quella con Forza Italia e la sua candidata sindaco Anna Maria Taccone.
“Tengo a precisare che io non ho nulla contro la professoressa Taccone, che gode anzi della mia stima. Resta il fatto che Forza Italia si è resa responsabile di un tradimento del centrodestra, scegliendo un percorso alternativo e solitario. E questo è accaduto su spinta di alcuni personaggi politici e per mera opportunità”.
Altro competitor temibile, visto anche il gran numero di liste messa in campo, ben otto, è Giovanni di Pangrazio l’ex sindaco di centrosinistra e pezzi di centrodestra, ora da civico, che sembra aver pescato ancora di più nell’elettorato di centrodestra. Che giudizio ha di lui?
“È un sindaco che la città ha già conosciuto, il suo operato è stato già bocciato. Ora ha deciso di ricandidarsi alla carica di primo cittadino mettendo in campo un folto agglomerato di liste, ma questo solo perché sa benissimo che la città non lo vuole, e allora ha bisogno per arrivare al ballottaggio di una pluralità di persone che gli portino voti, ma che non si riconoscono in nessun progetto politico, essendo unite solo da meri obiettivi personali ed elettoralistici. Non ho dubbi che subito dopo le elezioni, vada come vada, questo agglomerato di liste e candidati si scioglierà come neve al sole ed emergeranno tutte le contraddizioni del suo progetto politico”.
Infine, Mario Babbo lo ritiene un avversario temibile?
“Babbo ha sposato il progetto della sinistra ovvero una visione “sinistra” dell’amministrazione della cosa pubblica. Un Babbo sindaco non potrebbe che amministrare la città come il suo collega di partito, il noto senatore fuggito dall’Abruzzo per uno scranno parlamentare, e che ha mal governato la regione”.
Torniamo a programmi e temi di attualità. Tra i punti fermi da buon leghista, c’è la sicurezza e la gestione del flusso di migranti che arrivano in Italia. Il trasferimento dei 25 migranti inizialmente destinati ad una ex centro di formazione nella frazione avezzanese di Paterno, è solo merito suo?
“E’ stato un successo di tutta la città, delle persone che in modo pacifico e civile hanno protestato. Abbiamo fatto comprendere, anche a livello nazionale, che era una soluzione disumana stipare 25 persone in una struttura inadeguata, insicura e fatiscente, in camerate attrezzate alla meglio all’ultimo momento. In cui era impossibile anche garantire il distanziamento fisico necessario a prevenire i contagi da coronavirus. Riscontro a tal proposito che i buonisti che perorano la causa dell’accoglienza a prescindere e senza regole non hanno mostrato nessun interesse sul luogo dove si era deciso di accogliere queste persone”.
Una vicenda, però, quella degli immigrati a Paterno che sarà ricordata anche per quel like partito dal suo profilo facebook ad un commento che auspicava niente meno che l’utilizzo di taniche di benzina…
“Ho già spiegato che si è trattato di un gravissimo errore commesso da una persona dello staff, immediatamente allontanata, e che si occupava, come accade in tutti i comitati elettorali, di seguire le mie pagine Facebook compreso il mio profilo personale.
Quelle affermazioni violente e disumane sono lontane mille miglia dal mio modo di essere, dalle mie idee politiche, dalla mia visione della vita. Ho fatto volontariato per anni, il mio uomo di fiducia nell’azienda è un immigrato proveniente dalla Romania, ben integrato nella società e che rappresenta per me una preziosissima risorsa. Quello che io contesto, voglio però ribadirlo, è la folle politica immigratoria portata avanti da questo governo che fa dell’immigrazione solamente un business che non porta a nessuna vera integrazione che non garantisce nessun futuro a queste povere persone che arrivano in Italia rischiando la vita a bordo di un barchino”.
Tanto per cambiare, al centro la campagna elettorale ad Avezzano c’è il Tribunale che rischia la chiusura nel 2022, è il nuovo ospedale di cui si attende la realizzazione da anni. Cosa si sente di promettere in tal senso?
“Sul tribunale il nostro impegno è massimo, molto proficuo è stato l’incontro con il presidente del Consiglio dell’Ordine forense, l’avvocato Franco Colucci, e alcuni componenti del Consiglio. L’impegno dei parlamentari della lega e del centrodestra è assoluto, qualche settimana fa voglio ricordare è venuto ad Avezzano l’ex sottosegretario alla Giustizia Iacopo Morrone. parlamentare che quando era al Governo ha contribuito al varo della proroga della soppressione dei quattro tribunali abruzzesi. Quando il centrodestra tornerà a governare l’Italia la problematica sarà risolta definitivamente. Per quanto riguarda l’ospedale, la nuova struttura, dopo anni di promesse e chiacchiere, sarà una realtà grazie alla mia amministrazione che in filiera con la Regione Abruzzo del centro-destra, sbloccherà gli 84 di milioni di euro circa necessari a realizzare a vantaggio di tutto il territorio marsicano, un presidio ospedaliero di eccellenza”.
L’Abruzzo nel 2020 perderà l’8,3% di pil, con flessioni significative anche dei redditi delle famiglie. Il “rimbalzo” nel 2021 non compenserà questa perdita di ricchezza. Cosa dovrà fare un sindaco per far fronte a un disagio sociale destinato inevitabilmente ad accrescersi?
“La crisi è mondiale, nazionale e locale e temo che si acuirà quando a fine settembre finiranno anche gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione in deroga in deroga. Chiunque avrà l’onore l’onere di essere sindaco di Avezzano dovrà necessariamente porre come fronte di azione prioritaria quella delle politiche sociali a sostegno delle famiglie, dei giovani, di chi non rischia di rimanere indietro e di cadere nel baratro dell’indigenza. Centrale sarà la capacità di attingere ai fondi del Recovery fund, la profonda revisione e ottimizzazione del welfare locale, e nel mio programma in tal senso ci sono molte risposte e proposte concrete. Cito ad esempio la realizzazione di un asilo comunale e di una casa di riposo comunale, per non parlare di quello che siamo pronti a mettere in campo per sostenere la ripresa economica. Non a caso sarà istituito un assessorato all’Europa, rigorosamente tecnico, e non politico, per non perdere nemmeno un euro dei fondi comunitari da cui si può attingere”.






