AVEZZANO – È stata danneggiata nella notte l’automobile del finanziere e coordinatore provinciale del Silf (Sindacato italiano lavoratori finanzieri) dell’Aquila, Matteo Di Fabio, candidato alla carica di consigliere alle prossime elezioni comunali ad Avezzano nella lista a sostegno del civico Mario Babbo.
Un gesto che non sembrerebbe un semplice atto vandalico, ma un vero “atto intimidatorio” ai danni del candidato, chiamato da Babbo proprio per la sua esperienza decennale nel campo della sicurezza e in particolare della microcriminalità e della criminalità organizzata.
I malviventi sono entrati nel garage dell’abitazione di Di Fabio e hanno distrutto la ghiera e portato via lo specchietto della Maserati del giovane finanziere, cercando di prendere anche la calandra dell’auto, ma senza riuscire nell’impresa.
Il fatto è avvenuto di notte: “Sono entrati nel garage nella notte tra martedì e mercoledì o la notte scorsa – ha raccontato Di Fabio ad AbruzzoWeb – Non ho preso l’auto per due giorni e quindi solo oggi mi sono accorto dei danni”
Il candidato consigliere è certo che si tratti di un “atto mirato”: “Negli anni precedenti non è mai accaduto nulla di simile, neanche parcheggiando l’auto in strada poi, guarda caso, vengo candidato per attenrichiamare l’attenzione e risolvere il problema della sicurezza e dopo una settimana accade questo – ha spiegato – Per deformazione professionale sono abituato a pensare ad ogni cosa, a vagliare ogni ipotesi, non posso avere la certezza che non si sia trattato di un atto intimidatorio, ma non posso neanche escluderlo”, ha aggiunto, annunciando che domani si recherà negli uffici della Polizia per sporgere denuncia.
Se l’intento dei malviventi era quello di mandare un messaggio a Di Fabio, magari auspicando un passo indietro, non sembra però che abbiano centrato l’obiettivo: “Sono abituato a vedere situazioni di microcriminalità molto più grandi, questo gesto mi stimola ad andare avanti, vuol dire che qualcosa non va in questa città a livello di sicurezza. Probabilmente ci sono persone che preferiscono che io non mi interessi a questo tema, che non vada a toccare alcune situazioni. Credo che chi si occupa di sicurezza sia paragonabile a un chirurgo: So dove andare a toccare chirurgicamente soprattutto in fatto di microcriminalità, la sicurezza si fa in silenzio con il bisturi e la mano ferma ed è in quel momento che si può dare davvero fastidio, la ‘sicurezza ad alta voce’ non crea alcun disagio”, ha concluso.
Nell’area circostante sono presenti alcune telecamere che, con molta probabilità, saranno al vaglio degli uomini e delle donne della Polizia che si occuperanno delle indagini. (a.c.p.)






