L’AQUILA – La rete ospedaliera Covid dovrà essere approvata anche dal consiglio regionale. Il pressing delle opposizioni, con in testa l’ex assessore alla Sanità della giunta D’Alfonso, il capogruppo Pd Silvio Paolucci, ha sortito i suoi effetti.

Il documento, solo presentato in commissione e poi traslato in una delibera approvata dalla giunta, è funzionale all’erogazione di una decina di milioni di euro come “rimborso” per il potenziamento delle terapie intensive (66 posti in tutto l’Abruzzo), per la riconversione di 92 posti già esistenti in terapie semi-intensive, per la riqualificazione dei Pronto soccorso (300 mila euro ai sette ospedali di primo livello, 200 mila agli altri), per l’acquisto di un mezzo di trasporto per pazienti Covid per ogni provincia. 

Una “quadratura” proporzionale alla popolazione – e non alle curve epidemiologiche – che ha convinto il centrodestra.

Non ci sarà, dunque, problema di accordo. Comunque il centrosinistra incassa un mini-successo che potrà essere poi di aiuto quando il dibattito si sposterà sul vero cuore della questione sanitaria regionale: piano operativo e riordino della rete ospedaliera.

È lì che si gioca il futuro degli ospedali. 

Il presidente dell’assise, Lorenzo Sospiri, ha inteso salvaguardare le prerogative del consiglio raccogliendo la critica di Paolucci.

La base, d’altronde, è solida: anche la rete Covid è un atto di programmazione e, come tale, va sottoposto al dibattito del consiglio. 

Paolucci, d’altronde, era stato chiaro: “Senza voto in Consiglio è illegittimo l’atto con cui la giunta approva la rete Covid-19 perché in base alle normative nazionali vigenti e allo Statuto regionale, la decisione necessita di un voto nella quindi Commissione e in Consiglio regionale, che ad oggi, a ormai giorni dal varo, non c’è stato”. 

“La rete presentata dall’esecutivo sul Covid sconta un vizio di incompetenza, quindi non potrà essere attuata se prima non passerà in Aula – chiarisce l’ex assessore alla Sanità Paolucci – Faccio appello al presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri perché difenda il ruolo e le prerogative dell’Assise, non essendo la Regione Abruzzo commissariata. Il ruolo del Consiglio Regionale va difeso immediatamente soprattutto perché prima o poi, nonostante i ritardi di Marsilio e della Giunta Lenta, la Regione dovrà trasmettere il nuovo Piano Sanitario (o Programma Operativo) e la nuova rete ospedaliera pubblica e privata e non è pensabile bypassare il Consiglio”.

“Al riguardo, giova ricordare anche che la nostra Regione, dal 30 settembre 2016, grazie al lavoro del centrosinistra è uscita dal commissariamento, pertanto, visto lo Statuto regionale e il parere formulato dalla Direzione Affari della Presidenza e Legislativi nel giugno 2016, richiesto dal vicepresidente emerito, l’avvocato Paolo Gatti, circa la questione relativa alla competenza sull’approvazione del citato Piano di rientro sanitario 2016-2018, il passaggio in Consiglio regionale non è eludibile. Va fatto, pena l’illegittimità che siamo qui a denunciare”. 

“Il piano della nuova Rete Covid presentato, infine – ha concluso Paolucci – prende atto delle richieste che arrivano dal Ministero, al di là dei clamorosi errori di valutazione fatti su Atessa, ma è solo una piccolissima parte della programmazione della rete ospedaliera. Per ora tutti gli atti di programmazione restano quelli del centrosinistra dal Piano di Riqualificazione alla rete ospedaliera. Scontiamo un grave ritardo tanto da approvare con ogni probabilità nel 2021 il Piano 2019-2021! Pertanto chiedo da subito un confronto e un voto in Consiglio regionale di tutti gli atti di programmazione sanitaria, anche per verificare quanto degli impegni elettorali verranno portati avanti. E chiedo al presidente Sospiri di far rispettare le norme e le competenze e il ruolo del Consiglio Regionale. Anche perché questi atti senza voto in Consiglio regionale cadrebbero per qualsiasi eventuale ricorso amministrativo”.

In commissione, la quinta presieduta da Mario Quaglieri (FdI), è approdato il piano presentato dall’assessore alla Sanità, la leghista Nicoletta Verì, accompagnata dal capo del Dipartimento Claudio D’Amario e dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli.

Un’esposizione che non aveva convinto l’opposizione.

Sandro Mariani (Abruzzo in Comune), Marianna Scoccia (misto) e il gruppo del Pd avevano chiesto a gran voce il confronto sulla rete ospedaliera. 

Intanto oggi si riunirà il Consiglio regionale, dalle 11, nella Sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo.