ROMA – Vietati i contrasti per il recupero del pallone, così come le marcature a uomo e le scivolate. Il tocco del pallone è consentito solo ed esclusivamente se muniti di guanti. È inoltre vietato sputare o starnutire, se non muniti di fazzoletto: l’ordinanza emanata ieri dalla Regione Abruzzo sugli sport amatoriali, calcio in primis, di fatto, nel post pandemia cambia le regole del gioco.

Una iniziativa che non è piaciuta al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina: “Non riscriviamo le regole del calcio, solo l’Ifab può farlo per conto della Fifa” il suo commento all’Ansa.

“Il ministero per lo Sport – aggiunge Gravina – ha emanato i protocolli per l’attività di base su indicazione del CTS e auspico che si adottino ovunque scrupolosamente, perché l’auspicata ripartenza dell’Italia, così come quella del calcio, possa avvenire in maniera unitaria su tutto il territorio nazionale nel rispetto della tutela della salute”.

In attesa del via libera per gli sport amatoriali da parte del Governo (che sarà inserita nel prossimo Dpcm, come ha ribadito anche ieri il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora), l’ordinanza firmata ieri dal governatore dell’Abruzzo è valida fino al 31 luglio prossimo, e permette la riapertura dei centri e dei circoli sportivi non affiliati a nessun organismo sportivo riconosciuto ma a far discutere è il protocollo da seguire per lo svolgimento dell’attività sportiva e soprattutto le nuove modalità di gioco.

Per Massimo Oddo, campione del Mondo nel 2006, pescarese doc, ex tecnico del Pescara (con cui ha vinto quattro anni fa il campionato di B) l’ordinanza in questione “è come dire che non si può giocare. Non si possono credo, e lo dico senza nessuna polemica ci mancherebbe, fare le cose a metà – le parole dell’ex difensore – In questo modo e con queste prescrizioni diventa impossibile praticare uno sport che è di squadra, come il calcio”.