L’AQUILA – “Si tratta di una notizia priva di fondamento, un’invenzione di sana pianta”.

Questo ha risposto ad Abruzzoweb l’ex presidente della Regione di Forza Italia, il commercialista teramano Gianni Chiodi, con un sms e senza voler aggiungere altro, in merito alle voce insistenti che lo vorrebbero in corsa per la direzione dell’Agenzia sanitaria regionale. Non certo un’invenzione di questa testata, tanto che si agitano già le acque nella maggioranza , in quanto quel posto, ora occupato dall’ex senatore e consigliere regionale dell’Italia dei valori Alfonso Mascitelli, è stato già “prenotato”, nell’ambito dell’agguerrito spoil system, dalla Lega, prima forza del centrodestra di Marco Marsilio, Fdi.

Per di più con una candidatura già decisa, quella di Pierluigi Cosenza, primario del reparto “Area degenza breve” all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, componente della task force di esperti di area dell’assessore regionale alla Salute, la leghista Nicoletta Verì, costituita per far fronte all’emergenza coronavirus.  coordinatore dell’ufficio politico del segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, a completare il pedigree.

A rafforzare l’ipotesi è stato anche l’avvistamento a palazzo dell’Emiciclo a margine dell’ultimo consiglio regionale di  Paolo Tancredi, ex consigliere regionale di Forza Italia, ex parlamentare prima forzista poi di Ncd nel centrosinistra, assieme all’ex assessore regionale al Turismo, Giorgio D’Ignazio, eletto nel 2014 con il centrodestra ma poi passato a fine consiliatura nella maggioranza di centrosinistra e non rieletto a palazzo dell’Emiciclo.

La loro presenza, assicurano le voci di corridoio era proprio per “sondare” l’ipotesi Chiodi all’Ars, oltre che di altre nomine. A conferma della coesione dei “sempreverdi teramani”, politici di primo piano  che seppure non ricoprono cariche contituna ad avere un ruolo e un peso nei giochi politici della regione e in particolare nella loro provincia. assieme a Tancredi e Chiodi, anche l’ex assessore regionale forzista Paolo Gatti, in corsa per un posto da giudice non togato alla  sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, l’ex deputato del Partito democratico, il rosetano Tommaso Ginoble, ora di Italia Viva.

Una candidatura forte come quella dell’ex presidente, che è stato anche commissario della Sanità, spariglierebbe le carte e aprirebbe un ennesimo scontro tra leghisti e gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia, dove molti sono gli ex consiglieri e assessori dell’era Chiodi, e che sono rimasti in ottimi rapporti con lui.

Chiodi però smentisce tutto. Probabilmente ha deciso in realtà di dedicarsi a tempo pieno al suo prestigioso studio da commercialista, gestito insieme a Carmine Tancredi. Dopo la mancata elezione alle politiche del marzo 2018 con l’Udc, e dopo aver aderito al movimento Idea del senatore Gaetano Quagliariello.

Al di là del toto-nomi, la partita per la conquista della direzione dell’Asr, ce vale uno stipendi da 98 mila euro l’anno, è complicata anche dal fatto che Mascitelli, il cui mandato scade ne 2021, nominato dal centrosinistra di Luciano D’Alfonso, ora senatore, ha già diffidato la Regione dall’applicare la dura legge dello spoil system e di cacciarlo anticipatamente, in quanto sostiene l’ex dipietrista, una sentenza della Corte Costituzionale ha sancito l’inapplicabilità della decadenza per incarichi che abbiano particolari caratteristiche tecniche e amministrative, dunque svincolate dal rapporto politico.