L’AQUILA – Verranno consegnati domani i primi sette alloggi del Progetto Case di Roio 1 che il Comune dell’Aquila ha messo a disposizione della stessa Azienda sanitaria per gli operatori dell’ospedale.
Alla consegna, prevista per le 11, sarà presente anche il direttore generale dell’Asl, Roberto Testa. Lo rende noto il sindaco Pierluigi Biondi.
Complessivamente, il Comune – tramite una disposizione dello stesso primo cittadino – ha concesso all’azienda sanitaria 24 appartamenti “e sarà la medesima Asl – ha sottolineato Biondi – a stabilire le assegnazioni al personale sanitario”.
“Una precisazione necessaria – spiega il primo cittadino – poiché l’amministrazione comunale ha fornito all’Azienda sanitaria gli alloggi, ed è più che naturale che sia proprio l’Asl 1 a individuare il personale cui affidare le chiavi. Gli altri 17 appartamenti saranno pronti a breve, in quanto i nostri tecnici sono a lavoro per renderli completamente fruibili in poco tempo”.
“Con questa operazione – aggiunge Biondi -, abbiamo convintamente dato seguito a una richiesta del direttore generale della nostra Asl e dell’Opi, l’ordine delle professioni infermieristiche, visto che medici e infermieri (a cui va sempre il nostro più profondo ringraziamento per i sacrifici e lo straordinario lavoro che stanno svolgendo qui come altrove) sono sottoposti, in questo periodo, a dei turni terribili e spesso hanno poco tempo per una pausa e per riprendere la loro attività. È indispensabile fornire loro un punto di appoggio, affinché evitino possibili lunghi spostamenti”.
Il sindaco Biondi torna poi sulle ulteriori norme introdotte nel Dpcm firmato ieri dal premier Giuseppe Cote: “Da oggi è tassativamente vietato spostarsi dal Comune dove ci si trova in un altro Comune, salvo i casi accertati di lavoro, salute e assoluta urgenza – ha affermato nel corso degli aggiornamenti quotidiani andati in onda sulla pagina facebook del Comune – e proprio per questo la polizia municipale sta intensificando i controlli unitamente alle altre forze dell’ordine”.
Ribadisce inoltre il divieto di uscire da casa se non per motivi di lavoro, salute e necessità: “Rimanere nelle proprie abitazioni e ridurre i contatti vuol dire arginare il contagio del coronavirus in modo determinante – osserva – per tale ragione, ad esempio, non occorre in questo momento andare agli uffici di via Roma perché è scaduta la carta d’identità o perché si hanno necessità di certificati. Nel primo caso, le carte d’identità in scadenza o scadute alla data di entrata in vigore del decreto Cura Italia, il 17 marzo, valgono fino al 31 agosto, espatrio a parte, mentre i certificati scaduti tra il 31 gennaio e il 15 aprile di quest’anno valgono fino alla fine di giugno”.
“I professionisti che hanno necessità delle certificazioni, possono richiederle via pec. Allo stesso modo non ci si assembra ai supermercati; i generi alimentari non mancano e una sola persona per famiglia va a fare la spesa e magari non più di una volta a settimana. Inoltre, siamo in contatto con Poste Italiane perché coloro che domani andranno a ritirare la pensione agli uffici che saranno aperti, non disponendo del conto corrente di accredito automatico, dovranno farlo secondo le lettere corrispondenti all’iniziale del loro cognome e dovrà essere sempre rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro”.
“Va ricordato infine – conclude Biondi – che attività ludiche e ricreative all’aperto e l’accesso a parchi, giardini e aree giochi sono proibiti. La battaglia contro il coronavirus può essere vinta solo grazie al nostro senso di responsabilità”.






